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Addio alle cartelle di pagamento

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dI RAFFAELE AGOSTINACCHIO*

Con la scomparsa della cartella di pagamento per la riscossione dei futuri avvisi di accertamento aumentano i rischi che i contribuenti siano esposti ad azioni esecutive senza avere avuto conoscenza del titolo della pretesa del Fisco (accertamento).

Si tratta di una delle novità introdotta con l'articolo 29 del D.L. n. 78 del 2010.





A partire dagli avvisi di accertamento IVA e Imposte Dirette notificati dal 1° luglio 2011, per le annualità dal 2007 in poi – in quanto a partire da questa data saranno spirati i termini per accertare le annualità precedenti - il contribuente dovrà corrispondere gli importi dovuti entro il termine della proposizione del ricorso (60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento).

Se non provvederà a pagare entro i 60 giorni, decorsi altri 30 giorni, il carico tributario sarà gestito dall'agente della riscossione, che senza alcun preavviso potrà attivare le procedure esecutive. In pratica decorsi 90 giorni dalla notifica dell’atto, potreste essere destinatari delle misure di riscossione che Equitalia mette in campo per la riscossione delle somme dovute.

Rispetto alla situazione attuale, la novità consiste nel fatto che verrà soppressa tutta la fase relativa alla formazione del ruolo e alla notifica della cartella di pagamento.

Spesso però accade che l'atto di accertamento non venga notificato correttamente. In questo caso, oggi è possibile segnalare la nullità della notifica in sede di opposizione alla cartella di pagamento in Commissione Tributaria. Dal 1 Luglio 2011, invece, con l'entrata a regime della novità della manovra d'estate, il contribuente potrebbe accorgersi dell'esistenza dell'accertamento del fisco quando è troppo tardi, cioè in presenza della procedura esecutiva.

Si Ricorda che l'agente della riscossione ha a disposizione strumenti molto invasivi della sfera patrimoniale del debitore per recuperare il credito vantato; tra gli altri, i più “famosi” e più “contestati”, l’iscrizione di ipoteca su beni immobili per importi iscritti a ruolo superiori a 8.000,00 euro, il fermo amministrativo dei veicoli (le cosiddette ganasce fiscali), del pignoramento presso terzi, etc.

Se ciò comporterà di sicuro un'accelerazione dell'incasso da parte del Fisco, dal lato dei contribuenti si profilano alcuni rischi che richiedono tempestivi correttivi. E di sicuro l’aumento del contenzioso.

Commercialista e Revisore Legale in Bitonto