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Natività da guiness a Matera

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di FRANCO LISI

L’Italia dei presepi viventi ha trovato il suo momento di sintesi nel “Presepe d’Amore” inscenato il 29 dicembre a Matera. Una manifestazione imponente che, se i giudici del Guinness World Records confermeranno, ha raggiunto il primato del Presepe più grande del Mondo.



Del resto le cifre confortano gli organizzatori della riuscita kermesse: ottocento figuranti; un percorso di circa un chilometro; oltre 200 pullman; 200 camper; 2.000 automobili e un fiume di gente, 30.000 persone incanalate nei tornanti del Sasso Caveoso. Una opportunità ben sfruttata da Matera per accreditarsi con maggiore autorevolezza alla candidatura di Capitale Europea della Cultura nel 2019 . Il successo della manifestazione è stato oltre ogni previsione. A parte la ressa all’accesso del percorso transennato, tutto ha funzionato senza incidenti. La organizzazione generale è stata curata dall’Unione Nazionale Proloco Italiane, col supporto economico della Regione Basilicata e della Provincia e Comune di Matera e il coinvolgimento di numerose associazioni locali. La macchina organizzativa si è messa in moto sin dal gennaio 2010. Il resto lo ha fatto la suggestione naturale di un sito che per molti aspetti ricorda Betlemme e i luoghi della Natività . Non a caso la scenografia dei Sassi (patrimonio dell’Unesco sin dal 1993) è stata la location preferita da molti registi per film di genere sacro, da Pasolini con il “Vangelo secondo Matteo” (1964) a Gibson con “The Passion” ( 2003), ad Hardwicke con “Nativity” (2006). Se questa prima edizione è stata la prova generale, l’appuntamento può diventare annuale. Un’occasione di turismo destagionalizzato che, con opportune proposte da implementare e coordinare, può interessare tutto il Sud est pugliese oltre che la Basilicata.