Il SudEst

Thursday
Sep 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

Anche la musica un sottoprodotto biologico?

Email Stampa PDF

di TITTI AGOSTINACCHIO

In un articolo pubblicato sul "Journal of the Acoustical Society of America” Daniel Bowling ha illustrato il risultato di uno studio condotto da ricercatori della Duke University”, diretti da Dale Purves sull’apprezzamento della musica.



I ricercatori sostengono che le note musicali ricalcano la fisica della voce umana mimando le emozioni espresse attraverso il linguaggio. Pare quindi esserci una forte base biologica nell'estetica del suono. Infatti nonostante vi sia un'infinità di scale con cui è possibile suddividere un'ottava, gran parte della musica si basa su quelle che comprendono solo cinque o sette note. La preferenza per queste particolari scale si baserebbe quindi sul fatto che esse approssimano da vicino la serie di armoniche delle note prodotte dalla voce umana. Confrontando poi le note che distinguono le melodie in maggiore e in minore con le note della lingua parlata che esprime i diversi stati emotivi, hanno scoperto che gli spettri sonori delle melodie prese in esame coincidono con gli stati emotivi trasmessi dal linguaggio.

Anche se lo studio è stato condotto solo su musica occidentale e con lingua di riferimento l'inglese, osservano i ricercatori, c'è ragione di credere che i risultati abbiano una portata più generale. La maggior parte dei rapporti di frequenze della scala musicale cromatica può infatti essere ritrovata in un'ampia varietà di lingue umane e chissà forse anche “non umane”.