Il SudEst

Thursday
Jun 21st
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

Scuola e disabilità:un diritto negato

Email Stampa PDF

di BIANCA DE LAURENTIS

 

L’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966 così dichiarava ..... il diritto di ogni individuo all'istruzione che deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali. L' istruzione primaria deve essere obbligatoria e accessibile gratuitamente a tutti...". D'altra parte, già la nostra Costituzione, in perfetta coerenza con quanto sottoscritto dal nostro paese in sede di nazioni unite afferma (in particolare gli art. 3 e 34).

Qualcosa invece non va se nelle scuole di Bari e provincia ci sono 5mila e 66 studenti portatori di handicap, a fronte di 2mila 964 posti per insegnanti di sostegno e se un solo docente è costretto a seguire fino a tre alunni disabili contemporaneamente. Un’altra osservazione da fare è che l’Italia è l’unico stato della comunità europea dove il personale di sostegno rientra nello stesso organico del corpo docente, mentre negli altri paesi della C.E. dipende direttamente dal Ministero alla Sanità.

A settembre di questo anno centinaia di alunni disabili della provincia barese si sono visti privati dei loro legittimi insegnanti grazie ai tagli della riforma Gelmini. A seguito del verificarsi di tale situazione l’Angsa, l´associazione nazionale genitori soggetti autistici, si è trovata costretta ad attivarsi. Il risultato ottenuto è consistito nella nomina di 188 docenti di sostegno (a fronte degli oltre 500 necessari secondo le stime dei sindacati), e le chiamate, iniziate in data 12 di ottobre, si concluderanno il 25 dello stesso mese, dopodichè la ricerca del personale sarà affidata ai singoli capi d’istituto.

La scuola costa troppo e nella logica del risparmio a tutti i costi si taglia nei settori più deboli della popolazione, i bambini e i malati, se poi sono malati e bambini o diversamente abili ancora meglio, né la logica aziendalista, all’interno della quale è stato fatto precipitare il sistema scolastico, si può porre il problema che spesso la scuola per un ragazzo diversamente abile è l'unica forma di integrazione e se gli si toglie anche questo è finita.

Tale situazione di disagio non è limitata al territorio barese, né tanto meno al sud in generale. Basti pensare, infatti, alle condizioni in cui si trovano a lavorare i docenti della scuola magistrale Agnesi di Milano, nota per la sua efficienza e disponibilità nel seguire gli alunni diversamente abili. Qui, lamenta il Dirigente Scolastico Giovanni Gaglio, le cattedre di sostegno sono cinque in meno rispetto all’anno precedente nonostante gli alunni affetti da diverse patologie non siano diminuiti. Eppure, risponde Rita Garlaschielli, coordinatrice dell'ufficio handicap, da quest’anno sono state concesse dall’Ufficio regionale 152 cattedre di sostegno in più. Evidentemente, però, tale soluzione non è ancora sufficiente per coprire il bisogno effettivo. Così pochi giorni fa l’Ufficio regionale scolastico della Lombardia ha dato il via libera per 554 posti in più, ma essendo esaurite le graduatorie degli docenti di sostegno si è optato per il reclutamento di precari non specializzati nell’insegnamento diretto ai diversamente abili creando, ovviamente, sconcerto e allarme nei genitori di questi ragazzi.

La situazione è dunque disastrosa in tutta Italia e il crollo dei finanziamenti oltre a demolire il Tempo Pieno e prolungato, impedisce di pagare e fare le supplenze quasi ovunque, con decine di migliaia di classi sovraffollate, che ogni giorno restano senza insegnanti. Eppure basterebbe che i soldi destinati alla costruzione degli F35 (i caccia) venissero dirottati sull'istruzione, almeno una parte, ma il mondo politico evidentemente ha un altro obiettivo distruggere il bene comune e il senso di collettività, e imporre ovunque il privato . Una tendenza a quanto pare trasversale a tutte le aree politiche se nella finanziaria 2008, varata dal Governo Prodi, furono stanziati qualcosa come… 23 miliardi di euro in spese militari ed oggi, nonostante le danze dei vari coordinamenti, sindacati e associazioni registriamo un vergognoso dato reale, l’abbandono dei giovani più fragili e delle loro famiglie in nome del dio mercato.