Il SudEst

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I sogni infranti nel Mediterraneo

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di MICHELE PETTINATO

Non c’è mai fine al dolore di chi immagina e spera un futuro migliore. Questa volta, i sogni infranti sono quelli di 13 giovanissime donne, molte delle quali in attesa di un bambino.

 

E’ l’ennesimo naufragio andato in scena nel Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa. La loro barca si è ribaltata a causa del mare mosso ed una nuova tragedia è entrata in quella storia fatta di grande drammaticità.

Una storia fatta di presenze e di colpevoli assenze. Le presenze più importanti sono quelle dei volontari che ogni giorno spendono la loro vita per assistere altre vite umane, che danno conforto ai migranti scampati alla morte e che già fuggono da guerre e carestie. L’assenza più colpevole è quella dell’Europa. E’ un vuoto culturale che riguarda anche il modo con cui le politiche nazionali non riescono più a parlare con i cittadini su questo tema. La vista di tanti nostri connazionali è pericolosamente annebbiata dalle parole vuote del populismo di Salvini che alimentano sentimenti di odio e di violenza contro gli immigrati. Il confronto, anche su Tv e giornali, diventa così mediocre e mortificante. Così facendo, si violenta anche la sensibilità dei nostri giovani.

Al dibattito sull’immigrazione manca da sempre quella visione internazionale che potrebbe ripulire le menti di tanti cittadini annebbiati dai populismi nazionali. L’Europa, da sempre, è assente nello scenario del Mediterraneo. Non è un mare che interessa ai burocrati di Bruxelles, mai seriamente consapevoli che il sud dell’Europa è una risorsa e non un problema. La mancanza di un dibattito culturale internazionale, che potrebbe aprire una fase nuova della nostra civiltà, svuota pericolosamente quel pensiero che deve necessariamente guardare al futuro. Un oblio che sta invadendo anche l’opinione pubblica, che spesso appare addormentata e presa dalla velocità della vita.

Il Mediterraneo, con le sue tante culture, è un peso per chi ha intende la politica soltanto come un meccanismo economico che non può attendere chi resta indietro. La vicenda delle tragedie in mare è strettamente legata a questo disinteresse politico ed economico.

Anche questa ennesima vicenda andrà nel dimenticatoio del nostro benessere. Basterebbe soltanto guardare i volti ed i sogni di quelle 13 ragazze annegate per ritrovare quel briciolo di umanità che molti hanno perso per strada. E se la politica non riesce più a fornire progetti di civiltà e di umanità, non dobbiamo consentire mai che questo deserto di valori si impadronisca della nostra identità.

Fonte foto: affari italiani.it