Il SudEst

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Dec 15th
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La "Squadra"

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di MICHELANGELA BARBA

 

Mentre prende vita questo numero de “Il sud-est” si leggono i nomi dei ministri del nuovo governo, governo definito “giallo-rosso”, per perché dovremmo stupirci se poi i Ministri sono chiamati “la squadra"?

 


Molta esultanza per il fatto che ci siano sette donne su ventun ministri e anche qualche critica perché la parità per l'appunto si basa su numeri eguali e 7 di 21 non è meta ma un terzo, se la matematica non è un'opinione. Molti complimenti e qualche critica sui curriculum delle donne che sono state elette.

Si occuperanno tra le altre cose dei beni culturali, della pubblica amministrazione e nientemeno che delle questioni relative agli “Affari Interni”.

Proprio alla nuova ministra degli Interni vorremmo, come volontari di Ebano, rivolgere un appello.

La nuova ministra, dottoressa Luciana Lamorgese, è stata lungamente a capo della Milano e sa benissimo quali siano le problematiche delle cittadine comunitarie e in particolare delle cittadine romene in prostituzione. Lo sa in quanto la prefettura ha la potestà dei provvedimenti in materia di allontanamento dal territorio dello Stato dei cittadini comunitari.

Ora, vorremmo chiedere alla dottoressa Lamorgese, in qualità di nuovo Ministero dell'Interno di occuparsi di rivedere i criteri applicativi di queste disposizioni perché l'allontanamento coattivo dei cittadini comunitari, anche attraverso accompagnamento alla frontiera è previsto come extrema ratio solo in casi di concreta pericolosità per lo Stato. E viene invece applicato spesso dalle prefetture, inclusa la prefettura di Milano, come guidata dalla stessa dottoressa Lamorgese, in senso estensivo e come associazione ci siamo trovati davanti all'allontanamento coattivo con divieto di reingresso quinquennale di ragazze che ha vanificato ogni ipotesi di reinserimento comportando inesorabilmente al rientro nel circuito della prostituzione. Il tutto a fronte di nessun provvedimento preso contro gli sfruttatori delle ragazze allontanate, pur gravati di precedenti, che sono rimasti indisturbati sul nostro territorio a gestire il denaro delle donne prontamente dislocate in Germania e Olanda e qui rimpiazzate da altre.

Vorremmo chiedere alla dottoressa Lamorgese adesso che ha un carico più alto ed è un ministro della Repubblica Italiana di riceverci per parlare di questo problema e più in generale della condizione delle donne comunitarie in prostituzione, quelle escluse dal sistema antitratta e presunte scaltre imprenditrici di sé stesse.

Vorremmo chiederle un appuntamento, come non siamo riusciti a fare a suo tempo a Milano, vorremmo chiederle di acquisire una visione più ampia del problema, non solo in relazione al singolo allontanamento ma alla problematica sottesa: quella delle modalità di traffico di esseri umani, l'adeguamento alle norme europee.

Vorremmo anche chiederle di ripristinare un organismo di controllo sui minori e sulle minori comunitarie non accompagnati presso la prefettura come era prima di essere soppresso, un organismo al pari del comitato per i minori stranieri non accompagnati che si occupa invece dei minori che sono extracomunitari. Le chiediamo infine di farsi carico come Ministero degli Interni delle proposte normative che abbiamo predentato per un più efficace perseguimento anche di questi reati.

Vorremmo chiederle in buona sostanza di essere veramente una rappresentante della parità e dell'equità in questo governo e non soltanto una carica pubblica attribuita un essere di sesso femminile.

Chiediamo e, come scrivono i detenuti nelle loro istanze, speriamo in un grazioso accoglimento.