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In tanti hanno manifestato contro Matteo Salvini cantando Bella Ciao a Bari

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di MARIA DEL ROSSO

Grande partecipazione di studenti, associazioni, attivisti, politici, operai e semplici cittadini si sono ritrovati in Piazza Umberto per aderire al corteo antifascista e antirazzista nel capoluogo della Regione Puglia.

 


La manifestazione è stata organizzata dal movimento Mai con Salvini creato dal collettivo dell’ ex Caserma Rossani per contestare la politica della violenza e dell’ odio dell’ attuale Ministro degli Interni, Matteo Salvini.

A pochi metri di distanza dal corteo, ha avuto luogo il comizio di Salvini con i candidati al consiglio comunale con pochi spettatori dopo le tappe nelle terre di Puglia da Lecce a Ostuni, da Gioia del Colle a Bari, città in cui la manifestazione è stata piu’ sentita dai cittadini giunti da ogni parte del Sud Italia.

Bari è una città che da sempre è stata un luogo di incontro tra popoli e culture differenti come ci insegna San Nicola e il vescovo don Tonino Bello. Al riguardo, nella calda estate del 1991 don Tonino Bello, vescovo della diocesi di Molfetta–Giovinazzo–Ruvo- Terlizzi si recò al porto di Bari per accogliere i tanti albanesi giunti nelle nostre terre per cercare dignità nell’ indifferenza della politica  e del Ministro degli Interni proprio come oggi l’ attuale Ministro Salvini dimostra egoismo e cattiveria nel voler fomentare la guerra tra poveri, tra bianchi e neri attraverso la politica discriminatoria nei confronti dei migranti.

Lo slogan salviniano ispirato agli ideali fascisti che richiamano alle leggi razziali come “Prima gli Italiani”, “Porti chiusi” e la strumentalizzazione del Vangelo e del Rosario ricordano l’ epoca buia che ha attraversato l’ Italia. Tempi difficili e di paura in cui si addita il migrante come delinquente e  ipotetico stupratore che diviene un capro espiatorio per la società mediocre ed incattivita dalla disoccupazione e dall’ ignoranza.

Il corteo si è aperto con cittadini travestiti dall’ immaginario giustiziere Diego de La Vega per ricordare in modo ironico il furto del pupazzo di Zorro subito dal vicepremier quando ha frequentato l’ asilo.

Tanti cartelli, striscioni, bandiere della Pace hanno dominato il corteo impreziosito dai cori  che hanno cantato Bella Ciao, la canzone  simboleggia la resistenza antifascista durante la seconda guerra mondiale.

Al corteo antifascista hanno partecipato i consiglieri comunali, il violinista Fabio Losito e

l’ ortopedico  Renato Laforgia, il quale ha voluto indossare un cartello provocatorio “Bergoglio extracomunitario con il permesso di soggiorno scaduto”.

All’ inizio del corteo c’ è stato uno striscione dedicato ai briganti del Mezzogiorno accompagnato dall’ inno dei briganti, “Briganti se more”.

Un Sud che da sempre ha lottato contro le politiche nordiste che hanno sfruttato e umiliato le risorse e ancora oggi con il partito della Lega i meridionali sono sempre piu’ penalizzati  per la mancanza di lavoro e di politiche culturali che possono far rinascere le terre del Mezzogiorno.

La Lega ha sempre offeso la gente del Sud Italia con parole e frasi che hanno descritto i meridionali come un popolo di fannulloni, che non ha voglia di lavorare ma solo di essere mantenuto dallo Stato. In realtà è ben noto che i giovani del meridione sono i primi ad emigrare nel nord Italia e in terre straniere per realizzarsi e molti altri grazie alla buona politica come “Bollenti spiriti” in Puglia sono ritornati a vivere nelle proprie terre e a far crescere il proprio paese mediante l’arte, la cultura e la creatività.

Il Sud ancora oggi soffre per l’ assenza dello Stato e di una politica onesta e competente che sappia valorizzare i giovani per il talento e non per le raccomandazioni politiche, che sappia creare opportunità per investire e per aprire aziende senza aver bisogno di un fasullo reddito di cittadinanza da 40 euro al mese per arginare la forte disoccupazione giovanile.

Basti pensare al Giro d’ Italia che non passerà quest’ anno nelle terre del Sud Italia, alla tap che minaccia la bellezza del nostro mare e approvata dall’ attuale governo, alla cultura che necessita di essere valorizzata e ai tanti talenti emarginati dal Sistema perché non manipolabili dalla società del malaffare, dalla corruzione, dal voto di scambio.

I tanti  manifestanti che hanno partecipato al corteo hanno rivendicato non solo l’ appartenenza alla  propria terra ma il No alla politica della violenza promossa da Matteo Salvini che giura sul Rosario per sensibilizzare i cristiani piu’ ipocriti e  poi non legge e interpreta il Vangelo tanto scomodo ai potenti. Le pagine del Vangelo spronano i cristiani a non restare immobili dinanzi ai poveri, ai diversi, agli immigrati come afferma il versetto : “Ero straniero e non mi avete accolto” tratto dal Vangelo di Matteo (25,31-46). Gesu’  annuncia il giudizio universale : “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Oltre al razzismo verso i migranti marocchini, il governo dimostra di essere malato di omofobia nei confronti dei gay. Infatti, alcuni ragazzi gay si sono baciati davanti al palco dove Salvini ha tenuto il comizio, un gesto provocatorio verso le leggi leghiste che discriminano gli omosessuali, l’ amore trionfa sull’ odio in un’ Italia sempre piu’ barbara e disumana.

Un’ epoca complessa e di forti emigrazioni dall’ Oriente all’ Occidente, dai Sud del mondo ai Nord del mondo, dove si militarizza la terra gli umili e si fabbricano armi per ridurre in schiavitu’ i fratelli marocchini. Ora non è piu’ il tempo di tacere, di restare indifferenti, di lamentarsi ma di lottare e di resistere come Mimmo Lucano, l’ eroe di Riace, esempio antifascista dei nostri tempi.

E come declama il grande Pier Paolo Pasolini : “Occorre  essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegria, mondana socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.”

La foto è di Maria del Rosso