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Una sedia vuota

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di MARIA TUZI

Natale senza Santino Tuzi, mio padre


Nota redazionale:

In punta di piedi e con il massimo rispetto, introduciamo questo scritto di Maria Tuzi, figlia di Santino. Conosciamo la triste e drammatica vicenda di Santino Tuzi, morto in circostanze misteriose nell'aprile 2008. Vicenda collegata all'omicidio di Serena Mollicone. Sono di questi giorni importanti sviluppi investigativi sia sulla vicenda di Santino Tuzi e sia sulla vicenda di Serena Mollicone. I riflettori sono accesi, interviste, analisi, dibattiti. Una volta spenti i riflettori, però, rimangono i parenti, con il loro vuoto e il loro dolore. Sensazioni che possono essere raccontate solo da loro, che vivono ogni giorno il peso della perdita. Nelle parole di Maria potrete leggere affetto, rimpianto, e dolore. Potrete leggere dignità e forza. Si è detto molto sulla vicenda di Santino Tuzi, sugli aspetti investigativi e criminalistici, al netto di tutto però la sua vicenda può essere riassunta così: Santino era una persona onesta che voleva vivere, Maria una figlia che vorrebbe ancora suo padre con lei.  A Maria Tuzi, come a tutti i parenti delle vittime, dedichiamo, come augurio, le parole di Aldo Moro, parole scritte a sua moglie pochi giorni prima di essere ucciso “Ci rivedremo. Ci ritroveremo. Ci riameremo.”

 

Ormai sono quasi 10 anni che mio padre non c'è più, purtroppo non è vero che il tempo aggiusta le cose, perché più passa il tempo e più si sente la sua mancanza. Non credo che riuscirò mai a rassegnarmi alla sua mancanza, non eravamo preparati alla sua morte. Ogni volta che si sente il rumore di una macchina sotto casa, penso sempre che sia lui, aspetto che la porta di casa si apre ed entra lui, purtroppo questo non succederà più. Posso chiamare mio padre il gigante buono, fisicamente era grande, e forse questo poteva spaventare le persone, era grande fisicamente tanto quanto era buono d'animo. Quando è nato il suo primo nipote, si è commosso, mi sono stupita nel vedere mio padre piangere dall'emozione per essere diventato nonno. Tra di loro si è instaurato subito un forte legame. Pochi giorni fa mio figlio si avvicina e mi dice: mamma nonno mi manca tanto, vorrei tanto poter passare questo Natale insieme a lui... mi sarebbe piaciuto rispondere : tranquillo ora lo chiamiamo e lo invitiamo a venire. Invece no, io non posso chiamare mio padre per passare il Natale insieme. Quando tutti a Natale festeggeranno, noi saremo seduti a tavola con un posto vuoto, un posto che non verrà più riempito.


Mio Padre era un uomo corretto e sempre disponibile. Dedito al suo lavoro, rispettoso della divisa che indossava. Non ha mai "approfittato" del suo ruolo. Un amico leale, Un papà presente e un nonno affettuoso e pieno di premure.

Non potrei quantificare il numero delle volte che penso a lui, lui è sempre nei miei pensieri. C’è in ogni mio passo, in ogni cosa che faccio. Mi chiedo spesso perché ci è capitato una tragedia del genere e soprattutto mi chiedo come una persona può decidere della vita di un altro. Tutto ciò che mi ha insegnato mio padre cerco di metterlo in pratica ogni giorno, trasmettendo lo stesso insegnamento ai miei figli. Il suo ricordo è indelebile perché le persone semplici e oneste, come era mio padre, lasciano sempre un segno.

Credit foto Maria Tuzi