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I nuovi poveri nel paese che non guarda al futuro

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di MICHELE PETTINATO

Un paese senza futuro è quello che non riesce a dare prospettive ai suoi giovani. La verità di questo concetto, nonostante le reiterate azioni di propaganda della politica, trova immediata conferma nella realtà.

 

 

L’attuale contesto sociale ed economico italiano conferma che i giovani sono i nuovi poveri, i soggetti più fragili della società. A dare indicazione di questo dato è il recente “Rapporto sulla povertà” della Caritas su dati Istat, a conferma che la povertà è un fenomeno molto più diffuso rispetto agli scorsi anni e che le persone penalizzate sono quelle più giovani. Se in Europa, la povertà giovanile è in declino, in Italia è in aumento, con un incremento del 12,9% dal 2010 al 2015.

Più in particolare, in Italia, il numero di persone che versano in povertà è di 17 milioni 469mila. Di questo dato, quasi due milioni sono giovani. In buona sostanza, più l’età si abbassa, più aumenta quella povertà che coinvolge maggiormente gli under 34. Questa nuova forma di emarginazione, sempre secondo il rapporto della Caritas, si concretizza nel non poter più fare investimenti sulla propria formazione, non poter praticare uno sport, non riuscire ad andare più in vacanza. La recessione economica del 2008, unita ai radicali cambiamenti di un mercato del lavoro senza più tutele, ha inoltre accentuato il fenomeno migratorio. Nel 2016, 73mila giovani diplomati e laureati hanno abbandonato l’Italia ritenendolo un paese non più ospitale per costruire un futuro. Gli stessi immigrati, decidono spesso di lasciare il nostro paese. Ben 44 mila stranieri hanno lasciato l’Italia nel 2015. Il progressivo spopolamento del territorio e l’invecchiamento della popolazione sono già un dato di fatto.

Dinanzi a questo contesto, è lecito domandarsi cosa stia facendo quella politica già in campagna elettorale per il 2018. Il severo e preoccupante contesto sociale, sotto gli occhi di tutti, mal si concilia con le immagini di quella propaganda che spaccia come riforme del lavoro il Job Act e che racconta un paese lontanissimo dalla effettiva realtà, sempre più priva di diritti. I più fragili, intanto, restano sempre là, con le loro domande in cerca di risposte, con l’attesa di una equità sociale che sembra lontana, con l’arroganza di chi non aiuta chi resta indietro. E’ l’immagine di una Italia sempre più sola, fragile. Che non riesce a dare prospettive ai suoi ragazzi. Un paese che in questo modo non potrà costruire nessun futuro.