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Caso Moro

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Redazionale

Una lettera dei familiari delle vittime di Via Fani a Fioroni

 

 

 

Pubblicata  sul sito di Gero Grassi una lettera inviata a Fioroni  nella quale i familiari delle vittime di Via Fani,  esprimono forti dubbi sulla desecretazione di molti dei nuovi documenti che potrebbero essere mantenuti segreti, ostacolando così la ricerca della verità.

Di seguito, il testo della lettera:

Al Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo MORO

On. Giuseppe FIORONI

e p.c.

ai componenti della Commissione bicamerale - via email

Gentile Presidente,

in vista della fine dei lavori della Commissione ormai prossimi Le rappresentiamo alcune esigenze condivise dalle parti civili dei caduti della Strage di via Fani e della Famiglia Moro. In particolare al fine di poter al meglio esercitare in futuro i diritti previsti dal codice Le chiediamo con la presente alcune informazioni riguardanti in particolare le carte acquisite dall'organismo parlamentare che Lei presiede.

Preliminarmente vorremmo sapere se le carte acquisite saranno pubblicate con quali modalità e tempi e se potranno essere acquisite tramite i nostri legali che ci rappresentano in tutto e per tutto in queste sede.

Nello specifico Le chiediamo:

1.    Se la Commissione ha acquisito carte, documenti, informazioni o rapporti sui quali intende mantenere il segreto anche dopo la fine dei sui lavori. Infatti come si deduce dalla lettura dei resoconti pubblici molti sono i documenti che sono "entrati" con una classificazione di segreto;

2.    Qualora il segreto fosse mantenuto su un certo numero di atti o documenti, Le chiediamo di quale natura è questo segreto, quanto durerà, chi potrà eventualmente rimuoverlo e se i documenti saranno sottoposti ai regimi degli archivi in caso di trasmissione all'Archivio Storico della Camera. In tale ultimo caso infatti si potrebbe prevedere un segreto (a seconda dei documenti) di 30 o 50 anni.

Le chiediamo inoltre se comunque gli elementi di novità contenuti in questi documenti acquisiti con la classificazione "in entrata" di segreto siano stati rappresentati sostanzialmente nella relazione finale o siano stati del tutto espunti. Infatti non si comprenderebbe se tali elementi di novità fossero comunque taciuti. E ciò perché ben si comprende la tutela riguardante le singole responsabilità ma non si comprenderebbe l'omissione del racconto della verità di fatti nuovi ed eventualmente importanti. Tutto ciò soprattutto alla luce dello spirito, delle motivazioni e della stessa logica politica ispiratrice delle direttive Prodi e Renzi in materia di desecretazione di atti direttamente o indirettamente collegati a reati di Strage.

3.    Sempre per poter al meglio esercitare i diritti delle parti civili le chiediamo se questi documenti che eventualmente non saranno pubblicati perché coperti da segreto, riguardino la strage di via Fani, la prigionia del Presidente Moro o la sua uccisione.

4.    In particolare Le chiediamo di conoscere quali e quanti documenti saranno inviati per competenza alla Procura della Repubblica di Roma, quanti e quali alla Procura Generale presso la Corte di Assise di Roma e presso la Corte Appello di Roma nonché alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che indaga anch'essa sulla vicenda Moro.

5.    Vorremmo sapere inoltre su quali documenti la Commissione intende apporre il segreto "funzionale" e se saranno tutti anch'essi inviati alla Magistratura.

6.    In ragione di quanto già esposto le chiediamo di poter avere quindi un elenco complessivo dei documenti sui quali eventualmente cadrà il segreto e anche l'elenco di quelli che saranno versati all' Archivio Storico della Camera dei Deputati.

7.    In qualità di parti offese riteniamo che a 40 anni dai fatti non sia concepibile apporre il segreto su fatti nuovi quando lo Stato italiano si è impegnato, con nostro grande apprezzamento, a rimuovere quelli del passato. L'esigenza di trasparenza, conoscenza e verità fa premio su qualsiasi altra necessità di tutela perché già la semplice trasmissione alla magistratura senza ulteriori aggravi di segretezza potrà garantire indagini approfondite e l'accertamento della verità tutelando la necessaria riservatezza. Non crediamo, e lo diciamo prima che la relazione finale venga approvata, che si possa sottrarre alla conoscenza degli italiani qualsiasi elemento di novità perché questa Commissione parlamentare è stata costituita a tale fine e se tale "conoscenza" fosse secretata senza ragionevoli, comprensibili e dichiarabili motivazioni ciò sarebbe del tutto inaccettabile perché questa è una verità che appartiene ai familiari delle Vittime ed a tutto il popolo italiano e non è concepibile che siano i suoi rappresentati a sottrargliela.

Data, 28 novembre 2017

(N.d.r  Firmato da: Ignazio RIVERA, Giovanni RICCI, Paolo RICCI, Sandro LEONARDI, Vincenzo IOZZINO, Maria Fida MORO, Luca MORO )

Fonte: Sedicidimarzo.org

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