Il SudEst

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Là, dove i bambini cadono come birilli

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di MARIO GIANFRATE

È un bollettino di guerra quello che si registra nella Terra dei Fuochi, una terra che si potrebbe ribattezzare “Terra dei bambini che muoiono”, che muoiono di cancro tra la colpevole inerzia di politicanti complici delle speculazioni malavitose, e politicanti indaffarati nel crogiolarsi nelle beatitudini del potere.

 

Corrotto e corruttore. E i bambini muoiono, continuano a morire. Da tempo lo denunciamo, da sempre non otteniamo risposte. Abbiamo esaurito lo sdegno e le lacrime: hanno lasciato il posto alla rabbia e all’impotenza. Ma non ci fermeremo nell’additare gli assassini – perché di assassinio si tratta – alla pubblica opinione, al Papa dei credenti, al Capo di uno Stato reso sempre più insensibile ed egoista dallo scadimento dei suoi valori fondamentali. Lo dobbiamo a queste verdi vite spezzate; lo dobbiamo al dolore che proviamo davanti ai corpicini inanimati, composti nelle loro bare bianche col vestito della festa; lo dobbiamo ai loro genitori che porteranno impresso nel proprio cuore lo strazio, indelebile, bruciante, che stordirà per sempre la loro esistenza. Lo dobbiamo a Chiara di anni dieci, a Luciano di anni quattordici, a Irene di anni dieci, caduti come birilli da domenica a martedì, in tre soli giorni, uno al giorno…

P.S. – Nel frattempo l’elenco si allunga con Alex di anni ventuno, e Antonio di diciotto, morti nella giornata di mercoledì.