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Ancora sul caso Moro

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di FALCO ACCAME*

La lettera “presunta” di Arconte


In relazione alla pubblicazione del mio precedente articolo, vorrei aggiungere una considerazione che si rifà alla lettera riprodotta qui di seguito che Antonino Arconte dichiara di aver ricevuto dall’Ammiraglio Martini. Una lettera non so se vera o falsa (la lettera è stata pubblicata anche su “La stampa”). Mi auguro che sia falsa, perché se fosse vera desta una profonda inquietudine. Si parla di uomini morti (“abbiamo visto tanti uomini di noi lasciarsi in silenzio e senza una tomba dove deporre una corona, un fiore. Nemmeno un nome da poter onorare nel ricordo”). Dunque la domanda è: ci sono state operazioni “bagnate”? Non sappiamo neppure oggi, a distanza di decenni, che vi sono stati degli italiani (militari, civili o “centurioni”) morti in operazioni condotte in quegli anni che nella lettera vengono definiti “tumultuosi, terribili e magnifici, certo sofferti e vissuti con la vita stretta tra i denti”. È concepibile tutto ciò? Lo chiedo anche all’On. Gero Grassi. Addirittura nella lettera è scritto che non abbiamo “nemmeno un nome da poter onorare nel ricordo”. È possibile(?) - c’è da chiedersi - se i Servizi Segreti o altro abbiano potuto dirigere operazioni bagnate (in una tomba si entra solo dopo morti). Ed assolutamente gravissima è l’affermazione che i morti non avrebbero neppure un nome “da poter onorare nel ricordo”. Mi pare difficilmente credibile che possano essere esistiti questi morti e che si ignori addirittura il loro nome (ma vedi anche onoranze funebri, risarcimenti ai parenti, ecc…). Si legge inoltre nella lettera “a me l’onore e il privilegio di aver conosciuto e guidato, per una parte della mia vita, uomini impetuosi, tenaci e valorosi, che hanno saputo gettare la loro giovinezza dietro alle linee di un nemico subdolo e invadente”. C’è da chiedersi – e lo chiedo anche all’On. Grassi, nonché ai Presidenti del Senato e della Camera – se è possibile ritenere che i Servizi Segreti, Servizi di Intelligence, possono essere coinvolti in operazioni del genere, di quelle indicate nella lettera; è possibile che si dia credibilità a fatti/persone come quelli menzionati nella lettera?

La lettera reca la data del 18 febbraio ’91. C’è da chiedersi se in tutti questi anni siano state effettuate “verifiche di attendibilità” e indagini su chi eventualmente ha fornito queste verità. Nel libro di Arconte si fa accenno a molte “morti all’estero”, in Africa e in altri continenti (ad esempio l’Asia). La domanda è: queste morti ci sono state o meno? Può sfuggire una simile domanda allo Stato italiano? Penso che sia dovuta una risposta, prima di tutto dalla commissione d’inchiesta sul caso Moro e in secondo luogo dai Presidenti della Camera e Senato e dalla Presidenza della Repubblica. Sono in gioco questioni che riguardano la Costituzione italiana che è al di sopra di commissioni e organismi di apparato.

http://www.ilsudest.it/…/1668-caso-moro-e-attentato-via-fan…
Mario Gianfrate

[ Ps. Nell’ultima riga dell’esposto pubblicato ho citato solo operazioni belliche in Vietnam contro i Vietcong, ma vorrei aggiungere che il discorso è da estendersi anche ad operazioni in Africa (specie in Tunisia) per la deposizione del Presidente Bourghiba (guerra del pane e dintorni). ]

*Ammiraglio Marina Militare, già Parlamentare

 

Foto: Wikipedia