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Il “seconde round” contro la Loi Travail

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di MARCO SPAGNUOLO

Nella giornata del 12 settembre ha avuto inizio una serie di iniziative, oltre 180,

 

 

che in tutta la Francia hanno portato il dissenso del fronte sociale nei confronti delle politiche di Macron e del suo governo, in particolare la nuova Loi Travail. Con epicentro Parigi, manifestazioni sindacali e studentesche, di precari, liceali e universitari, operai e lavoratori di varia estrazione produttiva, sono stati corredati da banchetti, cineforum, assemblee nelle scuole e nelle università.

Il fronte sociale, che si è già visto compatto nelle giornate delle Nuit Debout e delle prime manifestazioni “sauvage” di marzo, è composto principalmente da studenti e lavoratori. Nel percorso verso la costituzione del fronte e l’organizzazione di quasi duecento iniziative, gli studenti liceali e universitari sono stati i protagonisti principali per la discussione delle leggi, della governance, dell’economia nazionale e delle politiche sociali di Macron. Infatti, nella stessa giornata della prima manifestazione, nella mattinata ci sono stati incontri e assemblee organizzate in licei e università (Paris8, a Saint-Denis, e l’Ecole Normale Superieure), dalle quali gli studenti sono partiti per arrivare alla testa del corteo principale. In questa occasione, come consolidato negli ultimi anni in Francia, vi è stata una forte collaborazione tra i medici militanti che hanno soccorso i feriti e il legal team nazionale della rete contro la repressione, il cui numero è stato fatto girare (già a marzo ha funzionato) nel caso in cui un manifestante vedesse un arresto o un pestaggio da parte della polizia.

In comunicati e resoconti di assemblee, gli studenti hanno rintracciato nella Loi Travail “XXL” (chiamata così dalla rete aut organizzata degli studenti francesi: Comité d’action inter-lyceene) la totale imposizione della precarietà come caratteristica normalizzata di contratto, la concezione del cittadino in quanto produttore o consumatore, la sottomissione completa del sociale all’economico. Alla legge sul lavoro, lo sciopero unisce le politiche di genere, le politiche sociali e la legge sui licei: nel percorso, infatti, si sono ritrovati movimenti per la casa, movimenti/comitati femministi, antirazzisti, di immigrati, di abitanti delle banlieu, oltre che la Cgt, la Cfdt, Sud, Cgc e il Front Insoumise. Nella manifestazione vi è stato anche un corteo intersezionale, ovvero uno spazio di condivisione tanto delle proteste quanto delle proposte di tutti i soggetti scesi in piazza e su tutte le tematiche affrontate nella giornata, caldo preludio ad un autunno che già si annuncia bollente per il governo francese, En marche! e Macron.

Solo al corteo del 12 a Parigi si sono contate più di sessantamila presenze, più diecimila al corteo di testa e un black bloc di mille/millecinquecento incappucciati.