Il SudEst

Wednesday
Jan 17th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

Teresa Mattei, simbolo di coraggio e dignità

Email Stampa PDF

di MARIO GIANFRATE

L’ adolescente studentessa che contestò le leggi razziali approvate dal regine fascista

Mentre il professore – inviato dal regime in un liceo fiorentino per propagandare le leggi razziali – illustrava enfaticamente le teorie sulla presunta supremazia della razza ariana sulle altre, una ragazza, appena diciassettenne, si alzò in piedi e con fermezza disse: “Io esco perchè non posso assistere a questa vergogna”.

Teresa Mattei pagherà questo suo atto di grande dignità e coraggio, con la radiazione da tutte le scuole del Regno. Conseguirà poi la maturità da privatista, preparandosi dal professor Piero Calamandrei, uno padri nobili della Costituzione e protagonista della rinascita democratica del Paese.

Nella Resistenza Teresa prenderà parte attiva alla lotta armata, comandando una Compagnia del fronte della Gioventù a Firenze. Con il compagno che sarebbe successivamente diventato suo marito, Bruno Sanguinetti, sarà l’organizzatrice dell’attentato a Giovanni Gentile, ministro fascista della Cultura e suo professore nel corso di laurea in Filosofia. Un suo fratello, Gianfranco, morirà suicida in Via Tasso dove era stato seviziato e torturato dai repubblichini della RSI.

Eletta per il Pci, dopo la Liberazione, all’Assemblea Costituente, fonda insieme alla democristiana Maria Federici, l’Ente per la tutela morale del fanciullo.

In dissenso con Togliatti, nel 1955 rifiuta la candidatura nelle liste comuniste e viene espulsa dal partito.

Il suo impegno proseguirà costantemente in favore dell’infanzia e sfocerà nella costituzione della “Lega per il diritto dei bambini alla comunicazione”.

Muore il 12 marzo del 2013 a Usigliano, nella provincia pisana, all’età di 92 anni.

 


Fine modulo