Il SudEst

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Quando il pregiudizio diventa violenza

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di RANIA IBRAHIM

Alle 15.15 circa (ora locale) dell'11 settembre 2001, ho scoperto di non essere più Rania, l'egiziana de Il Cairo, la figlia di Nadia e Said.

 

 

 


Da quel giorno, diventai solo Rania, la musulmana, anzi, l'islAmica. Mi è stato cancellato come se nulla fosse il mio orgoglio per la mia cultura millenaria e le mie tradizioni da tutti fino ad all'ora anche elogiate. Il mio riferimento non doveva essere più Cleopatra, ma Bin Laden.

Ero diventata per tutti solo una araba, islamica, sunnita, una possibile terrorista e da subito scaraventata nel girone dei "LORO".

Non ero più automaticamente una di noi, ma una possibile una di loro. Così. Senza tanti giri di parole.

"Sai Rania, lo so che non centri nulla, ma tu e la tua comunità, tu e gli "islamici", dovete scendere in piazza e farvi sentire, io non vi ho ancora sentito dissociarvi, dovete dirlo forte e chiaro"

È da lì in poi ho iniziato a cantare in coro, con tutto il fiato che avevo dentro, un susseguirsi di:
Sono indignata, non centro nulla, l'Islam non è quello lì, mi dissocio, candele, girotondi, Je suis..., non passeranno...ho dovuto ingoiare tanta di quella rabbia e tanta di quella paura, ho dovuto abbassare il mio sguardo davanti ai vostri occhi che cercavano e spulciavano in me un capro espiatorio.

Ho imparato la migliore delle virtù: la pazienza.

Quanta pazienza, che ho dovuto avere nel leggere certi commenti, nel leggere certi editoriali di illustri intellettuali, quanti rospi nella gola e lacrime trattenute con maestria davanti ai miei figli che crescevano accanto a me, mentre in TV passavano tutto il santo giorno programmi orrendi, che fomentano solo odio verso quelli come me, e tutte le minoranze.

E sì, ho scoperto di essere minoranza, prima non me ne ero mai accorta. Non me lo avevate mai fatto presente, Signori.

Poi fb, i social, i conigli da tastiera, i sapientoni, i dementi, gli insulti, l'ignoranza, i pregiudizi, il signor nessuno affetto dalla sindrome del celodurismo che si erge a giudice, i giornalisti malati di schizofrenia editoriale, i post della Fallaci, la sua rabbia, il suo orgoglio, sbandierato da tutti, anche da chi della Fallaci, fino a qualche anno prima non sapeva neppure dell'esistenza e magari non aveva e non ha tutt'oggi mai letto un suo libro.

Oggi ho 40 anni, 4 figli bellissimi, il mio orgoglio, la mia rabbia, il mio fuoco.

Lo ammetto, oggi non sono più così tanto indignata, non riesco ad esserlo, non lo sono più, non mi sento più un Je suis, non mi dissocio più da nulla, non mi importa proprio e ad essere sincera, lo so che vorreste vedermi strapparmi le vesti e mantenermi salda al copione, ma non me ne fotte più nulla. Non scendo a ballare questa inutile ballata dell'ipocrisia. Non sono io che devo dissociarmi. Mi avete resa una martire, ma della vostra ignoranza.

Hanno vinto loro. Comunque.

E voi mi avete abbandonata. Non mi avete mai ascoltata. Mai ascoltato la mia paura.

La mia paura, che con il tempo è divenuta la peggiore delle emozioni, la più indegna... la più schifosa e vergognosa: l'indifferenza.