Il SudEst

Saturday
Jan 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

Il dibattito a sinistra sappia riavvicinarsi alla gente

Email Stampa PDF

alt

di MICHELE PETTINATO

Isolata, stanca, incapace di guardare al suo domani. E’ l’immagine attuale della sinistra italiana, un cantiere che non riesce a comporre i tasselli di una proposta politica credibile in grado di governare il paese.

 

Un travaglio cominciato molto prima della scissione del PD, che affonda probabilmente le sue radici nell’incapacità di rappresentare quei valori che da sempre hanno rappresentato le battaglie in cui molta gente aveva posto la fiducia.

Il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione sono stati progressivamente smantellati non solo a livello culturale, ma anche su quella prospettiva politica di cui il principale partito, Il Pd, doveva farsi interprete. In questi giorni, è molto intenso il dibattito su quello che farà la sinistra che non ha scelto di stare nel partito di Matteo Renzi. Le elezioni del 2018 bussano alle porte e ancora non si è capito nulla di quella che sarà la proposta del centrosinistra. Alla sinistra del Pd si muovono tante anime, ancora però incerte su quella che potrebbe essere una proposta politica di governo del paese.

Le incertezze di Pisapia, quello che tutti intravedevano come probabile nuovo leader a sinistra,  accompagnate  da una incapacità generale nel camminare insieme verso un obiettivo comune, sono il simbolo di questo clima di incertezze e di crisi valoriale. Dall’altro campo, quello del Pd, si ha quasi l’impressione di trovarsi dinanzi ad un deserto. Con lo smantellamento dell’articolo 18, il partito ha acquisito una nuova sembianza che nulla ha in comune con gli obiettivi che dovrebbe porsi un nuovo cantiere di idee a sinistra.

Negli ultimi tempi, al capezzale del malato, è sceso in campo persino Romano Prodi, già protagonista nel 1996 e poi nel 2006 della vittoria di coalizione contro Berlusconi. L’ex premier ha chiesto unità e spirito di coalizione, dimenticando, oppure constatando, che Il Pd di Matteo Renzi è ormai qualcosa di lontano da quei valori con cui era stato concepito e che intendevano costruire una sinistra europea moderna, in linea con i tempi ma fortemente ancorata alla difesa di tanti diritti conquistati negli anni.

La cosa però più desolante, in questo momento storico del riformismo italiano, è il silenzio del suo popolo. Deluso sicuramente dalle scelte intraprese negli ultimi anni, dallo smantellamento da parte del Pd di tutto quello che era stato conquistato negli anni in termini di diritti, dall’incapacità di essere interpreti del clima culturale e sociale dell’attuale contesto storico. E’ dunque fondamentale riallacciare i contatti con la propria gente. Farlo subito in termini concreti, con iniziative in grado di ridare vita a tanti diritti persi per strada in questi anni, a partire da quello di una giustizia sociale che oggi purtroppo vede aumentare la schiera di famiglie che vivono in povertà. Basterebbe forse questo primo passo per cominciare a costruire con semplicità una proposta politica seria.