Il SudEst

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Generazione in auto-analisi

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di MARIANNA STURBA

L' ironia giovanile espressa in molti brani musicali che stanno conquistando le classifiche,

 

ci racconta una verità amara che a fatica riusciamo a mandar giù, e che forse un po' di musica allegra può farci digerire.
Dietro alla sfavillante ilarità di alcuni brani "Senza pagare", "Tutto molto interessante", "L' esercito dei selfie", "Fra le granite e le granate", ad esempio, si cela la dura critica di una generazione che, racconta sé stessa, ma al contempo mette in crisi un sistema non generato solo dalle nuove mode, ma anche da una dissolutezza a cui  le vecchie generazioni hanno abituato i nuovi giovani.
Abbiamo educato i  Ragazzi al "non impegno": ce lo ricordano J-AX e Fedez cantando l'evidente  crollo della dicotomia studio=status, che seppur da una parte sembra incoraggiare positivamente i giovani a seguire i propri sogni, sembra, dall' altro mostrare lo sdegno per una società di disimpegnati che scalano le vette della società e che si permettono di "entrare senza pagare", di essere per questo guardati/giudicati da tutto il locale ma alla fine "nessuno ci toccherà", cantano," come il crimine".

L' impunità: una lezione che i giovani hanno appreso grazie ai sistemi messi su da chi governa e legifera.
Ciò su cui oggi avviene la selezione, è l' ostentazione, il mostrare ciò che si è, lo status guadagnato, non più con studio e lavoro, ma con mercificazione e attraverso i giusti contatti.
Il messaggio che passa anche dal video clip, è che i ricchi non pagano, grande verità, tema che chiama in campo anche la politica che consente che ciò avvenga anche nelle tassazioni e nella non partecipazione equa al sostegno della società; è chiaro che l' autore non si preoccupa degli ingressi gratuiti e cene offerte alle star di turno, ma di un sistema che non tutela gli onesti e i poveri, che ci comunica, nei fatti che bisogna essere un po' "Comunisti col Rolex". Accusa la politica di sinistra di esser passata "dalla lotta di classe alla botta di tasse", sottolineando la distanza fra la politica e la gente comune.

Ma la musica contesta anche le abitudini sociali, Rovazzi dopo aver incoraggiato milioni di giovani ad uscire dagli schemi del "Dover fare" per "essere" se stessi e permettersi anche di stare in "ciabatte nel locale", si scaglia contro l'uso smodato e vuoto di senso dei Selfie che, da simpatica condivisione del proprio quotidiano, divengono diario di bordo di esistenze svuotate di significato.  Un uso criticato anche dal brano di Arisa e Lorenzo Fragola che ci parlano di un esercito di persone che si muovono in funzione del selfie da fare e postare il prima possibile perché è vero solo ciò che condiviso nei social. Come già gli stessi J-AX e Fedex avevano cantato "tutto questo sbattimento per far foto al tramonto che poi sullo schermo piatto non vedi quanto è profondo", ricordandoci che forse non diamo il giusto peso a quello che viviamo perché per noi diventa "più importante condividerlo che viverlo".
Per tornare al fortunatissimo brano "L' esercito del selfie", il richiamo ai rapporti che richiedano il contatto fisico è fortissimo, perché l'autore ci dice che la nostalgia fa desiderare la carne e le ossa, cioè la persona vera, infatti ci dice "mi manchi in carne ed ossa". Mentre i rapporti si costruiscono "social", "on line", la mancanza di sente vera, nel corpo ricordando all' uomo di essere un animale sociale e che la mancanza di contatto, come dimostrato da Harlow nel suo studio sull' attaccamento, genera morte.

Da ultimo uno sguardo all' approccio moderno alla "vacanza"... obbligatoria. Si cerca in ogni modo di assicurarsi la vacanza Status: "Hotel di lusso nei viaggi dei pigmei"; il bisogno del "bene posizionale" che racconti il nostro benessere. Campi di concentramento divenuti luoghi di vacanza e non di ricordo, scelta fatta per voler avvicinare al tema ma che  svuota del senso il luogo.
Vogliamo viaggiare, conoscere, ma ciò che  avviene è che non facciamo mai il viaggio della conoscenza vera dell' altro: "davvero non andiamo mai oltre le nostre suole", perdendo così  di senso lo scopo del viaggio. Ti lasci "dietro le spalle un morso di felicità" un esperienza di superficie che non ha contaminato il tuo essere apportando quella modifica che ti consentirebbe di generalizzare l' esperienza gioiosa affinché il tuo "oggi" sia migliore.

Una critica allo Status! Una critica ai costumi

Una generazione che sa di aver dei modelli di vita che andrebbero ri-contestati daccapo, con una vera rivoluzione culturale che però, poi, non siamo pronti a fare, perché alla fine tutto questo ci piace.
Siamo immersi in un nuovo fenomeno, quello dei social e delle comunicazioni veloci, che è troppo giovane per essere capito nel profondo ed orientato al "bene" della società; abbiamo sentore della compulsività della partecipazione che prende tutti a tutte le età, ma ci manca ancora una visione globale che dalla critica ci porti all' azione.

Forse basterà solo di averne avuto abbastanza per tornare ai rapporti veri, concreti, che richiedono contatto oculare.

E forse basterà attendere anche una classe politica degna per sovvertire un ordine di "non merito" così come denunciato da J-AX e Fedez.

Insomma.....basterà attendere, e per attendere ci vuole tanta calma e pazienza che si perdono facilmente, nella voragine social.

 


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