Il SudEst

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Wild Bill Hickok, lo sceriffo dalla pistola facile

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di MARIO GIANFRATE

L’assassino gli sparò alle spalle, mentre giocava a carte. Cadde riverso sul tavolo da gioco, stringendo ancora nella mano le carte: due assi neri, due otto neri e il fante di quadri.  Da quel giorno la doppia coppia di assi e otto neri è ancora chiamata “la mano dell’uomo morto”.


Finisce nella maniera più inaspettata e meno eroica la  vicenda umana di James Butler Hickok noto come Wild Bill Hickok , leggendaria figura dell’epopea west che aveva accumulato sul suo carniere oltre un centinaio di omicidi, non tenendo conto degli indiani, dei messicani e dei confederati da lui uccisi. Lo dichiara egli stesso in una intervista concessa a Henry Morton Stanley nel 1867. In tempi più recenti un suo biografo, Joseph Rosa gliene riconosce, però, soltanto otto.

Nella vita aveva fatto di tutto, barcamenandosi per potersi sfamare: stalliere, carrettiere, cacciatore di bisonti, scout con il generale Custer, giocatore d’azzardo ma, soprattutto pistolero.  Anche quando diventerà uomo fi legge: agente a Fort Riley, nel Kansas,e, quindi, sceriffo della Contea di Ellis eliminando dalla città buona parte dei cattivi soggetti che vi soggiornavano.

“Con la sei colpi” non aveva rivali che potessero gareggiare con lui, tanto che fu definito il “Principe dei pistoleri” e “Il Magnifico” assumendo le sembianze di un mito nell’immaginario collettivo. Ma anche gli eroi, a volte, soccombono.

Sono le tre pomeridiane del 2 agosto 1876 quando Wild Bill entra nel Saloon per una partita a carte. Dopo un’oretta, ha già perso parecchio denaro, non è, evidentemente, un giorno in cui la fortuna lo assiste. Quando fa il suo ingresso Jack Mc Call, nessuno ci fa caso. E’ un uomo che non ha mai fatto del male a nessuno, non ne avrebbe il coraggio. Si mette alle spalle dello sceriffo dando l’impressione di voler assistere alla partita. Improvvisamente estrae il revolver e spara nella schiena di Wild Bill, freddandolo all’istante.

L’assassino non aveva motivi personali per ammazzare lo sceriffo e nessune ne comprende le motivazioni. Jack in un primo momento verrà addirittura assolto da una giuria di minatori del luogo. Un verdetto che lascia interdetti e si presta a varie interpretazioni, così come lo stesso delitto che rimane, formalmente, senza spiegazioni. L’anno dopo, però, Jack Mc Call sarà processato nuovamente a Yanktown su denuncia di Colorado Charlie Litter; questa volta non se la caverà, lo attende la forca.