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Sul decreto vaccini l’ombra del conflitto d’interessi?

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di NICO CATALANO

Una interrogazione dei senatori del gruppo Articolo 1 Mdp


Mentre in questi giorni il decreto vaccini è approdato in commissione ed è interessato dalle ultime modifiche da parte della politica, con l’assemblea di Palazzo Madama che si avvia ad una lunga e vivace discussione in merito, fuori dalle aule parlamentari i movimenti e le associazioni  contrarie al provvedimento legislativo stanno organizzando manifestazioni, presidi e sit-in  tra questi  il movimento dei genitori e i cosiddetti free-vax coloro che sono favorevoli ad una vaccinazione libera e consapevole, nei palazzi della politica un’interrogazione parlamentare, sottoscritta dai senatori del gruppo Articolo 1 Mdp ha sollevato il caso di un  probabile cospicuo finanziamento elargito dal maggiore produttore di vaccini a favore dell’ateneo presieduto dall’estensore dello stesso decreto sull’obbligatorietà vaccinale; infatti gli interroganti chiedono al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute chiarimenti sui sospetti di conflitto di interesse legati all’introduzione dell’obbligatorietà dei vaccini per i minori di 16 anni, in seguito al consistente finanziamento effettuato dalla Merck Sharp & Dohme, una  delle  maggiori  multinazionali  farmaceutiche del mondo,  a favore della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma,  che annovera  fra i propri autorevoli ordinari, proprio il professor Walter Ricciardi, attuale presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, colui che ha svolto un ruolo attivo di supporto tecnico-scientifico sia nella predisposizione del decreto legge 73/2017 sui vaccini  in corso di esame al Senato così come  nella valutazione degli emendamenti in commissione allo stesso provvedimento, a tal fine i senatori interroganti chiedono appunto se le procedure adottate dal governo Gentiloni e dal Ministro Lorenzin sono state formalizzate nel pieno rispetto, formale e sostanziale, della normativa in materia di conflitti di interesse e di trasparenza in virtù del fatto che l’Istituto Superiore della Sanità è  risultato essere stato l’unico organo tecnico scientifico che si è pronunciato in merito alla obbligatorietà dei vaccini  con una nota datata 4 luglio 2017 .

Ma oltre questo c’è dell’altro, infatti  il Codacons in questi giorni sta insorgendo  contro la decisione della regione Toscana  la quale tramite un atto amministrativo  ha stipulato un accordo con l’ordine dei medici  in cui è previsto  di premiare con 3000 euro i pediatri  che effettueranno più vaccinazioni, difatti la giunta regionale ha stabilito di erogare al medico un importo pari a 15 euro per ogni atto vaccinale, premio che sale a 1.000 euro se si raggiunge una copertura vaccinale tra i propri assistiti maggiore del 95% per l’ esavalente, 1.000 euro per una copertura maggiore del 95% per il morbillo e 1.000 euro invece per una copertura vaccinale tra gli assistiti di sesso femminile maggiore dell’80% per il papilloma virus.

L’associazione dei consumatori ritiene questa decisione scandalosa perché mercifica lo scopo sanitario degli stessi vaccini e pertanto ha  presentato un esposto sia  alla Corte dei Conti così come alla Procura di Firenze per verificare l’eventuale uso improprio dei soldi pubblici derivanti dall’accordo in questione, inoltre una diffida sarà inviata all’Ordine dei medici di Firenze, per chiedere di aprire un procedimento disciplinare nei confronti di tutti i pediatri che accetteranno premi e denaro in cambio della vaccinazione di massa dei loro piccoli pazienti.

In un momento storico in cui l’Organizzazione Mondiale  per  la  Sanità dichiara  la sua preoccupazione  per il fatto che, sebbene sia disponibile un vaccino sicuro, efficace e accessibile per tutti, il morbillo rimane una delle cause principali di morte tra i bambini in tutto il mondo purtroppo anche in Europa e invece le associazioni dei genitori chiedono al governo nelle loro proteste maggiore trasparenza, partecipazione e confronto scientifico sull’argomento dichiarandosi  contrarie all’obbligo, alla coercizione e non agli stessi vaccini.

Nell’affrontare una materia così delicata,  in un contesto difficile come quello che si sta delineando caratterizzato dal  tifo da stadio con tanto di tamburi, trombe e ultras invece che da posizioni scientifiche trasparenti che si confrontano  per il bene dei cittadini, sarebbe stato opportuno  evitare ogni possibile situazione di conflitto di interesse anche solo potenziale o probabile, purtroppo invece, ancora una volta in Italia la politica agisce  come un elefante in un negozio di cristalli.