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Sinistra: una identità da ricostruire

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di MARIANNA STURBA

Quello che si è aperto a sinistra è uno spazio ampio ma forse ancora non messo veramente "a fuoco". Possiamo fare un quadro della situazione senza avere un accesso ottimale all' osservazione? No, ma ci proviamo.

 


 

In questo marasma le affermazioni della dirigenza politica ci aiutano ad orientarci: Sinistra Italiana parla di un'apertura a tutte le forze di sinistra che intendono lavorare ad un programma comune  che rimetta al centro i temi della "sinistra" accantonati dall' attuale governo; Mdp appare ancora un po' confuso nel rapporto da avere con Pisapia, con il quale intrattiene relazioni ma ad una certa distanza dalle posizioni del Partito Democratico, al quale però, poi, sembrano garantire appoggio al governo pur non condividendo la linea; Pisapia e il suo movimento continuano a voler giocare un ruolo di "collante" cercando di mettere insieme tutti quelli che ambiscono ad un cambiamento, ma continuando a strizzare l' occhio a Renzi in attesa di un segnale; Falcone e Montanari richiamano il civismo di sinistra, solleticando chi per scelta ha disinvestito sulla politica, auspicando ad un' intesa globale. Poi, resistono i leader storici, che avendone vista più di qualcuna, sollecitano, ad una maggior volontà di intendersi certi che il popolo non segue la confusione litigiosa (Dalema).

Ora, cambiando il punto di osservazione, si fa tutto più nitido!

Se osserviamo con gli occhi del cittadino medio, le varie "teorie" sembrano scuse per mantenere qualche poltrona; i discorsi complessi di ricostruzione storica fatti al fine di rinfacciare le responsabilità della precipitosa caduta delle ideologie di sinistra, vengono lette come "esercizi di stile" che nulla hanno a che vedere con la vita quotidiana del cittadino.

Allora guardando da questi occhi vediamo che l' unica intesa possibile è sui programmi; vediamo nel cittadino la richiesta di ripristinare l'art.18; difendere il lavoro e la sua dignità; riorganizzare la scuola; di riavere veramente una Sanità Pubblica funzionante e per tutti; leggiamo la richiesta di miglioramento della qualità della vita di tanti lavoratori delle province italiane a cui i servizi sono stati drasticamente tagliati con un imbarbarimento della propria quotidianità; vediamo che le persone chiedono soltanto una reale politica di sinistra in cui al centro ci sono diritti e pari opportunità.
La gente comune non ha interesse di discutere su quanti partiti di sinistra esistano, vuole solo vedere che si rechino insieme alle urne al fine di rendere possibile un governo di Sinistra vera.
Il partito più grande oggi è quello del "Non voto", quel popolo lì non si riconquista con le promesse ma con gesti concreti di apertura a quel ricambio, non generazionale, ma del "nuovo",di tutte le forze che hanno da offrire qualcosa che ancora non è stato provato e che potrebbe funzionare. Diventa credibile la proposta di cambiamento, quando il rinnovamento parte proprio dalle classi dirigenti che accettano, con responsabilità, un nuovo ruolo, non in prima fila, ma come sostegno concreto a quel "nuovo", tanto sbandierato da tutti e attuato da nessuno.

Pertanto, chiarita la visione di questo quadro, auspichiamo di vedere le forze di sinistra  rimanere unite sui programmi ma distinte, almeno per ora, nelle loro provenienze, al fine di permettere a tutte le realtà, di lavorare adeguatamente alla realizzazione di un pensiero coerente che identifichi il proprio partito o movimento, non rinunciando, nel mentre alla costruzione di un programma che finalmente doni a questo paese, un governo di diritti, lavoro, rispetto dell' ambiente e investimento nell'istruzione.
Identità: questa una delle richieste che leggiamo negli occhi degli Italiani;movimenti e partiti dalla chiara identità, non raccontata, ma dimostrata nei fatti e nelle scelte che poi, per obiettivi comuni, sappiano lavorare insieme ad altri senza l'ambizioso obiettivo della supremazia, ma con la popolare inclinazione al servizio per un Bene Maggiore. Forse quello che vediamo nel fondo dello sguardo dell'elettore medio che si è provato a delineare, c'è solo della Buona Politica!