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Diminuiscono ancora i posti di lavoro

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di NICO CATALANO

Per i giovani un futuro sempre meno roseo


Finisce un periodo positivo per il nostro Paese rispetto ai dati occupazionali,  una congiuntura favorevole che durava da qualche mese per l’Italia, fenomeno che aveva addirittura portato Matteo Renzi durante la convention dei circoli del partito democratico tenutasi a Milano sabato scorso ad affermare che “sino alla fine della legislatura in corso, assisteremo ad un aumento di circa un milione di posti di lavoro in più” e questo sempre secondo il segretario del Pd grazie alle riforme che hanno riguardato il mercato del lavoro profuse in passato dal suo governo, purtroppo  gli ultimi dati elaborati e pubblicati dall’Istat riferiti allo scorso mese di Maggio affermano il contrario, precisamente sono oltre 51 mila i posti di lavoro in meno registrati rispetto al precedente mese di Aprile,  ancora peggiore di questo si presenta il dato sulla disoccupazione giovanile con una percentuale rilevata molto vicina al 37 per cento, una delle più alte registrate in Europa, infatti nel nostro Paese l'incidenza dei giovani disoccupati nella fascia  tra 15 e 24 anni  sul totale dei giovani della stessa  classe di età è  pari al 9,4 %  questo  significa che  un  giovane  su  10 risulta  disoccupato con tale  incidenza negativa appunto in aumento di  ben  0,4 punti percentuali rispetto ad Aprile 2017  disoccupazione giovanile che invece  nella zona euro a Maggio  è  rimasta stabile al 18,9% rispetto ad Aprile, in un insieme Europeo dove essa è aumentata solo in Italia in modo più che consistente, confermando per il Belpaese il terzo dato più elevato dopo Grecia (46,6% ) e Spagna (38,6%) mentre il livello di disoccupazione giovanile più bassa si registra invece in Germania (6,7%)  così come in Olanda (9%).

Dati non positivi emergono anche dal fronte di chi è in cerca di occupazione, una percentuale di cittadini che sale attorno al 44 per cento, un aumento questo distribuito in maniera omogenea tra tutte le classi di età  e che interessa specialmente gli uomini rispetto alle donne; in aggiunta a tutto questo, risulta interessante anche l’analisi statistica effettuata dall’ISTAT  sempre riferita al maggio 2017 rispetto al dato degli inattivi, ovvero i cittadini italiani compresi tra i 15 e i 64 anni di età che non cercano occupazione e  né  la possiedono,  questo  parametro pari quasi al 35%  si presenta,  tra i più alti di quelli registrati nell’Eurozona anche se privo di  variazioni  significative  rispetto al mese precedente.

I dati statistici sul lavoro sono stati  pubblicati anche da Eurostat, secondo cui  il tasso di disoccupazione Italiano nello scorso maggio risale all'11,3 %  (+0,2 rispetto ad Aprile 2017 ) uno  dei  dati  più  alti registrati in  Europa; infatti, dati peggiori dei nostri in tal senso, sono stati censiti solo in   Grecia (22, 5%) e in Spagna (17,7%) e questo in un particolare momento storico in cui complessivamente nella zona euro il tasso di  disoccupazione e' risultato stabile al 9,3 %  rispetto ad aprile e in forte calo dal 10,2% registrato a maggio dell'anno scorso,  esattamente si tratta del tasso di disoccupazione più basso registrato in Europa addirittura dal marzo 2009.

Il fenomeno particolarmente grave riguarda il dato riferito alla disoccupazione  giovanile  in Italia e specialmente quello riscontrato nel mezzogiorno del nostro Paese, dato complessivo  che risale nuovamente al 37%, in un quadro generale dove sempre secondo i dati  elaborati  dall’ISTAT si salvano da questa brusca frenata dell’occupazione nel nostro Paese solo gli ultracinquantenni e i contratti a termine.

Questa situazione, richiede una certa celerità di interventi seri e concreti da parte delle istituzioni e della politica Italiana e non i soliti slogan e le  ripetitive futili promesse a cui assistiamo da anni.

 


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