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Arresti in Puglia per associazione mafiosa

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di NICO CATALANO

Tra gli altri, i sindaci di Avetrana ed Erchie


Suscita scalpore la maxi retata effettuata alle prime ore dell’alba di martedì scorso nell’alto-medio Salento da oltre duecento agenti della polizia di Stato, con il supporto di un elicottero del Reparto Volo di Bari, l’operazione eseguita contro una frangia della sacra corona unita che aveva imposto la sua legge tra le province di Taranto e Brindisi principalmente dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto,  ha portato all’arresto di  27 persone tramite venti ordinanze di custodia cautelare in carcere e sette invece agli arresti domiciliari emesse dal gip di Lecce Cinzia Vergine su richiesta del pm Alessio Coccioli, magistrato della Dda, tutti i fermati sembra siano legati secondo le accuse dei magistrati ad un presunto sodalizio criminale di stampo mafioso con al timone i boss malavitosi Antonio Campeggio, Francesco D’Amore e Giuseppe Buccoliero.

Tra gli arrestati ci sono anche politici e amministratori locali come Antonio Minò, sindaco di Avetrana in provincia di Taranto ora in carcere, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, ai domiciliari invece si trova  Giuseppe Margheriti primo cittadino di Erchie comune della provincia di Brindisi, fermati inoltre anche Nicola Dimonopoli e Massimiliano Rossano rispettivamente ex consigliere comunale ed ex assessore allo sport al comune di Manduria, grosso centro agricolo del tarantino, questi ultimi esponenti politici risultano indagati addirittura per scambio elettorale politico-mafioso.

I ventisette indagati sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, sia del reato di scambio politico elettorale mafioso ma anche di quello più grave di associazione di stampo mafioso volta all’ estorsione, corruzione, rapina, riciclaggio, lesioni personali, danneggiamento, detenzione illegale di armi da fuoco nonché di varie sostanze stupefacenti ai fini di vendita e spaccio.

Infatti secondo gli inquirenti, la presunta cosca criminale mirava a strutturarsi in un vero e proprio «centro di potere» in grado di relazionarsi sia con le diverse realtà istituzionali ma anche con la società civile attraverso la sua elevata capacità di infiltrazione sia nel tessuto sociale cosi come in quello economico-imprenditoriale locale tramite un clima di intimidazione messo in atto in questi ultimi anni nei confronti di numerosi imprenditori locali che venivano così soggiogati e fidelizzati con la forza al sistema mafioso.

“sicuramente il lato positivo di questa operazione è la presenza di una magistratura attiva e capace nella nostra regione, preoccupante è invece il fatto che gli arresti sono avvenuti in un territorio fino ad ora marginale rispetto alle zone balzate alle cronache negli anni passati riguardo l’esistenza di una prepotente sacra corona unita”  dichiara lo scrittore e sociologo Leonardo Palmisano, il quale in seguito chiosa “ questa porzione di Salento è stata interessata negli ultimi due decenni sia da uno sviluppo edilizio legato al turismo balneare, una speculazione urbanistica avvenuta senza regole e spesso in assenza di piani regolatori, oltre che dall’esistenza nella campagne di tutta una zona grigia che va dal lavoro bracciantile, alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari sino allo sfruttamento dell’ambiente rurale, fenomeni facilitati dalla particolare conformazione demografica dei piccoli centri della zona che ha favorito le azioni clientelari da parte della politica locale, sfociate in seguito in vere e proprie deleterie corruttele “ inoltre continua Palmisano “oggi si assiste ad un fenomeno curioso,  cioè mentre un tempo erano i criminali a rivolgersi ai politici per ottenere vantaggi in cambio di protezione invece oggi avviene il contrario con i politici che grazie al fenomeno dell’astensione elevata sono sempre più alla ricerca di consensi, quindi si rivolgono ai delinquenti per reperire i voti necessari alla loro elezione, non più promettendo ma addirittura garantendo alle cosche non solo un ritorno economico nel breve periodo ma un guadagno in ambito sociale e amministrativo nel lungo periodo, rappresentato con un posto in un consiglio d’amministrazione di una municipalizzata, l’assegnazione di una gara di un appalto pluriennale o l’assunzione nella pubblica amministrazione, di persone segnalate e vicine agli stessi criminali, un fenomeno trasversale che riguarda tutti i partiti purtroppo e genera pericolose consorterie”

Tutto questo in una Puglia in cui si assiste al totale silenzio sulla vicenda da parte delle forze politiche e delle istituzioni, quella regione interessata nel decennio passato dal fenomeno della primavera pugliese, una bella e breve stagione rivelatasi in seguito effimera per tanti aspetti, di cui oggi  rimane in eredità solo il lungo inverno attuale.