Il SudEst

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L’Italia non è ancora una Nazione

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di CARMELA BLANDINI*

Tantissimi italiani non hanno votato alle elezioni amministrative 2017.

 

 

Specialmente i giovani non sono andati a votare ed è un fatto gravissimo perché vuol dire che l'Italia è gravemente malata. La politica, però, non se ne accorge in quanto non vuole di certo ammettere di essere un fallimento totale. Per risollevarsi l'Italia “deve” diventare, finalmente, un “Paese trasparente” e riacquistare la fiducia dei giovani. I ragazzi giovani non sopportano i segreti e i sotterfugi, odiano le bugie e gli inganni degli adulti. In un Paese confuso come l'Italia i giovani reagiscono alla mancanza di fiducia con l’aumento del consumo di droga e di alcool, con la violenza, chiudendosi nelle gang o nei gruppi sui social, quasi non studiano più e non cercano lavoro, insomma non vedono il futuro e reagiscono male ad una società che non è governata in modo chiaro e non dice tutta la Verità.

Se la politica avesse voluto fare qualcosa per i giovani italiani avrebbe dovuto dare una vera svolta alla Scuola, e non con la legge 107 che è servita soltanto a confondere la vita dei docenti, ai quali non resta che contagiare, involontariamente, la loro confusione agli studenti! La Scuola italiana dovrebbe dare delle basi solide agli studenti, stupirli con le cose che non sanno, aumentare la loro conoscenza e non diminuirla con il continuo scambio di insegnanti e con strumenti tecnologici che non li aiutano a concentrarsi sulle conoscenze. Oggi i giovani sono più intelligenti degli adulti, ma sono anche molto demotivati e distratti. La Scuola dovrebbe indurli, invece, a scavare nelle loro emozioni e nelle loro motivazioni, nei loro interessi e nei loro bisogni formativi.  La scuola “superficiale e tecnologica” che propone la Legge 107/2015 è inadatta perché troppo settoriale, troppo chiusa nei suoi indirizzi che sono diventati esageratamente numerosi e confusi, per dei giovani che sono in un’età in cui ancora, per una legge naturale, non sono in grado di conoscere nemmeno se stessi e le loro migliori potenzialità.

La vita che si sogna da giovani è spesso diversa da quella che poi si vivrà nella realtà, dunque la Scuola deve dare delle basi “reali” per decidere un futuro in modo autonomo e responsabile. Tutte le basi della conoscenza di se stessi cominciano dallo studio della Storia, nazionale e mondiale, che va incrementato e non diminuito, va approfondito e discusso da docenti preparati che sanno farla aderire alla realtà attuale degli studenti. La conoscenza della Storia ci rende consapevoli di chi siamo e chi non siamo, come persone che vivono nel mondo reale.  Un popolo diventa “Nazione” quando tutti gli individui sono coscienti di essere legati da una comune tradizione storica, linguistica, culturale, alimentare e religiosa.  In Italia ci sono giovani che si fanno tatuare la svastica sul corpo ma non sanno quanto è stato devastante il nazismo razzista, ci sono giovani che non sanno nulla della violenza brutale del fascismo, ci sono giovani che ignorano la differenza tra dittatura e democrazia, che non sanno nemmeno chi sia il presidente della Repubblica e quali sono i compiti del Governo e del Parlamento. In Italia ci sono ancora studenti che ignorano perché il 25 Aprile è un giorno di festa e di vacanza.

I giovani di oggi crescono spesso in famiglie “assenti” che non hanno più valori “storici” condivisi con i figli, forse nemmeno quelli della loro stessa famiglia. La Scuola di oggi deve insegnare ai giovani che i loro Valori possono prenderli dalla nostra Storia e così diventeremo un popolo responsabile, un popolo che va a votare per affermare democraticamente i propri Diritti.

*Azione Civile Area Scuola

 


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