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Burocrazia, esclusione, follia: Bassma e i fantasmi

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di MARCO SPAGNUOLO

Bassma, una bambina di quasi 10 mesi, è morta nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII a Bari, a causa di una cardiopatia congenita. Dal 21 giugno, data del decesso, il corpo della piccola senza vita è fermo – praticamente “parcheggiato” come un oggetto a cui non si sa che destinazione dare – nell’obitorio del suddetto ospedale, per via delle beghe burocratiche e amministrative. Infatti, il motivo di tale permanenza nell’obitorio è da ricondurre al “problema” della sepoltura: a Gioia del Colle esiste un cimitero islamico, l’unico in Puglia, che tuttavia può ospitare “solo islamici residenti in provincia di Bari”, per via del regolamento.

 

I posti nel campo sono limitati: il piccolo cimitero può ospitare solo trenta salme, che hanno una proporzione di uno a mille islamici del barese, e addirittura uno a cinquantamila su tutta la Puglia.

Alle pressanti richieste da parte della famiglia, dell’imam Sharif Lorenzini (presidente della Comunità islamica d’Italia) e del Giovanni XXIII, l’amministrazione ha risposto di “non poter  allargare le maglie del regolamento per evitare di sottrarre spazi ai musulmani residenti”.

E oggi proprio i leader del centro destra, Giuseppe Gallo e Giovanni Mastrangelo  chiedono al Sindaco di consentire l’immediata sepoltura della bambina. “Dinanzi a certe cose – esclama Gallo – non c’è molto da riflettere, si dia il via libera e poi si lanci un avviso a tutti: o vi dotate di cimiteri islamici o sappiate che quello di Gioia non potrà essere sempre e comunque a disposizione”.  “E’ un atto umanitario, di civiltà, nessuno potrà mai accusare il Sindaco di aver compiuto atti illeciti. Ci sono scappatoie, ordinanze in deroga. Quando volemmo questo cimitero ci avevamo visto giusto, ormai è una emergenza” afferma Mastrangelo.

Il  presidente della Comunità islamica d’Italia (CIDI), l’imam Lorenzini ha lanciato “un appello al Sindaco di Gioia del Colle a derogare al regolamento perché’ il corpo della piccola, da giorni all’obitorio, abbia una degna sepoltura: questo corpo minuscolo quanto dovrà attendere ancora?”. Lorenzini ha chiesto anche l’intervento del Prefetto di Bari e dello stesso Decaro, affinché anche a Bari sia aperto un cimitero islamico per ospitare questa bambina e tanti altri. A Decaro si chiede anche, in qualità di presidente dell’Associazione dei comuni italiani, di porre la questione a livello nazionale per far sì che ogni città abbia un cimitero islamico.

L'imam Lorenzini ha officiato la cerimonia di commiato in ospedale: "Abbiamo lavato il corpo con la madre, l'abbiamo coperto con un panno bianco senza cuciture", ricostruisce. L'associazione Seconda Mamma ha offerto di pagare i costi di trasporto e sepoltura. È tutto pronto, tranne la burocrazia.

Questa storia non è solo l’ennesimo episodio della lenta e aggrovigliata burocrazia italiana, nella quale convivono esclusione e privilegi (con tutto ciò che ne deriva, poi). È anche, e soprattutto, la storia di una moltitudine, quella degli immigrati, che non può assurgere a una propria rappresentazione, fosse anche solo avere un luogo di culto appropriato o un cimitero dignitoso per i propri defunti. Un popolo silenzioso, che è silenzioso anche nella morte, che soffre anche e soprattutto nella morte e dopo dell’esclusione e della solitudine a cui è relegato nel nostro paese. Un corpo è sempre un corpo e un morto è sempre un morto, e questi hanno bisogno della propria dignità, ancor prima che politica e civile, biologica ed umana.