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Giochi… perversi: il dramma dei Bacha-Bazi

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di LUIGINA FAVALE

I bambini giocano. I bambini giocano con le cose, con le cianfrusaglie, giocano a fare i castelli di sabbia, giocano con i colori a dipingere il mondo come un luna park, i bambini giocano anche con i tablet, con i videogame...

I bambini giocano. I nostri bambini: quelli occidentali.

Conosciamo il dramma delle spose bambine in India; sappiamo bene dell'oceano fenomeno del turismo sensuale con i minori in America del Sud; siamo pure a conoscenza del l'orribile situazione driver bambini soldato in Siria e dell'attore destino delle mutilazioni in Costa D'avorio sui bambini "assunti" per la raccolta  dei diamanti.

Ma ciò di cui ancora poco si parla è il fenomeno dei BACHA-BAZI ovvero i bambini giocattolo!
Bambini che non giocano ma che sono essi stessi il gioco.

Sì, bambini usati come è per giochi sessuali di ricchi uomini e di potenti perversi nei territori dell' Afghanistan.
E' chiaro che non è un gioco !

È altrettanto vero che è una forma di schiavitù e di sfruttamento della prostituzione. È inoltre chiaro che si tratta di una gravissima  forma di abuso di minori e di preadolescenti.


Bambini e ragazzini di sesso maschile in età compresa tra gli 8 e i 14 anni vengono rapiti o il più delle volte "acquistati" direttamente dalle loro povere famiglie da questi uomini ricchi che approfittando della disperazione economica in cui versano molte famiglie afghane danno sfogo alla propria libidine.
Le donne "servono" a crescere i figli e i ragazzini a soddisfare le voglie sessuali degli uomini. Questi bambini vengono fatti vestire da donna ed esibire nelle feste dei ricchi...poi abusati a piacimento degli ospiti o dei padroni. Più bambini si possiedono più è alto lo status socio-economico  di questi uomini. Molti di questi uomini sono ex comandanti militari e da questo ne deriva un problema aggiunto al tentativo di intervenire da parte della polizia a tutela dei minori. La Sharia, la legge afghana, definisce illegale ed immorale qualsivoglia comportamento o atto di pedofilia e di omosessualità, ma in realtà sono proprio molti membri della polizia e delle autorità governative che conoscono il fenomeno e che si rendono  addirittura complici del reato.

È solo del 2009 il primo articolo che porta alla luce questo fenomeno da parte del sottosegretario  delle Nazioni Unite.

L'airhc, cioè la commissione indipendente per i diritti umani, nella persona del suo capo professor Hayatullah Amici a dicembre 2016 ha iniziato la propria campagna di denuncia a tutela dei bambini. Ma è un lavoro complicato perché oltre alla corruzione con la quale ci si scontra in queste pratiche esiste anche la difficoltà di denuncia da parte delle vittime una volta libere. Giunti infatti alla maggiore età questi ragazzi vengono liberati e se pur nella piena libertà di poterlo fare non possono denunciare poiché a loro volta sarebbero perseguibili dalla legge come consenzienti all'omosessualità'.
La gravità quindi della situazione è legata sia all'aspetto di sudditanza ma anche al danno psicologico che ne deriva . La situazione di sottomissione, di debolezza e di totale indifendibilità genera dei veri e propri disadattati sociali. La privazione della propria identità derivata dalla costrizione a mostrarsi come donne già da piccoli unita alla schiavitù sessuale non fa altro che immettere poi nella società dei ragazzi che finiscono ai margini.


Il danno, la beffa, la possibilità di creare degli infelici o dei mostri a loro volta è causata dalla povertà e dalla sottocultura. Il potente che usa il debole… il ricco che sfrutta il povero… l'adulto che non protegge il bambino.

Come occidentali liberi, come uomini e donne che lottano perché i nostri figli abbiano scuole sicure, giochino con giocattoli belli, vestono con abiti decorosi, abbiamo il dovere di diffondere le informazioni affinché sia alta l'attenzione su fenomeni non molto conosciuto ma che nel loro silenzio perverso si perpetrano per e da anni . È doveroso informare ed intervenire a tutela dei diritti dei minori e della libertà di esseri umani.