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Ceta: la protesta popolare può ancora bloccarne l’approvazione

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di NICO CATALANO

Dal 22 Giugno il disegno di legge sulla ratifica del CETA  acronimo inglese Comprehensive Economic and Trade Agreement,

 

 

letteralmente "Accordo economico e commerciale globale"  ossia il trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada è approdato in Senato per la discussione parlamentare in merito all’approvazione definitiva da parte del nostro Paese, facendo seguito al regolamento UE, il quale riporta  che  se un solo Stato membro decide di non ratificare l’accordo, ne viene meno l’effettività, pertanto l’entrata in vigore, motivo per il quale si dovrebbe prestare attenzione ai lavori in materia nel nostro parlamento.

L’ accordo di libero scambio era stato firmato  in Commissione Europea  il 30 ottobre del 2016 ed approvato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio 2017, con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti;

in quell’occasione si erano espressi favorevoli  sia i tre principali gruppi : PPE, Socialisti e Democratici e ALDE  così come i Conservatori, mentre contrarietà al trattato erano giunte da parte dei gruppi  l’Europa delle Nazioni e della Libertà, l’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, oltre dai Verdi e dalla Sinistra Europea.

Nel totale silenzio dei media nazionali,  il 25 Maggio il  CETA è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del governo Gentiloni che ha presentato un disegno di legge per la ratifica del trattato da parte dell’Italia, procedimento che da calendario il 22 giugno è arrivato in Senato.

Il nostro Paese da sempre annovera  rapporti privilegiati con il “paese della foglia d’acero”   per via della presenza in quel Paese di un cospicuo numero di cittadini di origine Italiana, ed è stato per questo uno dei principali promotori del trattato, che porterebbe, solo al Belpaese , un aumento delle esportazioni per circa 7.3 miliardi di dollari canadesi per altro una cifra non così rilevante all’interno dell’economia italiana attraverso l’abolizione del 98% dei dazi doganali per import-export con l’UE.

Inoltre questo trattato al pari del suo gemello, il famoso TTIP annovera tra  i punti fondamentali la possibilità per le imprese dei due paesi di partecipare reciprocamente a gare di appalto pubbliche, il riconoscimento di figure professionali come l’architetto, l’ingegnere, il commercialista,  oltre alla tutela dei marchi di prodotti tipici europei quali il Cognac, il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e così via.

Purtroppo la realtà con l’approvazione del CETA sarà  ben diversa, perché è vero che i marchi tipici europei verranno tutelati, ma come controparte dal Canada inizieranno ad arrivare prodotti simili o peggio equivalenti a costi molto inferiori e quindi altamente concorrenziali per le nostre imprese agricole e quindi con l’immissione sul mercato di prodotti a prezzi molto bassi che arrecheranno un danno al sistema delle piccole medie imprese che sono il centro di moltissime economie europee, in primis dell’Italia.

Inoltre le produzioni Canadesi non rispettano gli standard produttivi di qualità previsti dalle leggi UE frutto di molte battaglie sugli OGM o per il rispetto dell’ambiente e dell’ecologia dei luoghi, basti pensare che in Canada così come in USA è possibile usare nei campi di grano il diserbante glifosato anche in fase di pre raccolta a differenza dell’Italia che ne vieta l’utilizzo perché ritenuto cancerogeno dall’organizzazione mondiale per la sanità con evidenti probabili danni alla salute dei consumatori ed alle coltivazioni dovute anche all’introduzione grazie al trattato  di pesticidi e sostanze chimiche di sintesi che attualmente non sono ammesse nel territorio Europeo.

Inoltre, ci saranno anche  grossi problemi a livello di impatto ambientale con l’importazione delle cosiddette “tar Sands” , ovvero delle sabbie bituminose composte da petrolio, acqua e argilla, uno dei combustibili fossili più pericoloso per l’ambiente, la cui maggior parte delle estrazioni avvengono nella regione di Alberta, in Canada, con l’approvazione del trattato  anche l’ Europa potrebbe aumentare la disastrosa estrazione delle “tar sands” oggi quasi nulla, con conseguenze gravissime riguardo il cambiamento climatico e l’Innalzamento delle temperature mondiali.

Tutto questo mentre in questi giorni  si assiste nei porti della nostra Puglia all’arrivo di decine e decine di tonnellate di grano proveniente dal Canada mentre il prezzo del grano duro è talmente basso da essere inferiore persino a quello del grano tenero, strozzando di fatto i poveri coltivatori, operazioni speculative che con l’approvazione del trattato aumenteranno notevolmente dando così il colpo di grazia alle filiere  di quello che era considerato un tempo il granaio d’Europa.

La possibilità di bloccare il CETA esiste, per questo il movimento Stop CETA in cui si ritrovano associazioni ambientaliste e di promozione sociale come Greenpeace, Coldiretti, Aiab e tante altre hanno promosso in questi giorni una campagna di partecipazione attiva,  l’iniziativa  denominata “Adotta un senatore” consiste nell’invitare i cittadini a scrivere una mail e inviarla agli indirizzi di posta elettronica dei senatori della Repubblica invitandoli così di votare contro la ratifica del CETA.

Un’ azione di mail bombing ossia un pacifico atto di rappresaglia per chiedere ai nostri rappresentanti di svolgere finalmente il ruolo istituzionale per cui sono stati eletti, quindi di rinviare il voto e mettere in atto percorsi informativi, trasparenti, inclusivi e rispettosi delle istanze dei cittadini italiani e non degli interessi delle multinazionali.