Il SudEst

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L’indifferenza non è solo viltà, è anche reato

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di MARCO SPAGNUOLO

2007, Palagonia, in Sicilia, una donna viene assassinata dal marito, con sei coltellate al petto. La donna si chiamava Marianna Manduca e il suo assassino, suo marito e padre dei due figli, Saverio Nolfo. Nell’atto di ucciderla, l’uomo ferì gravemente il padre della moglie, che aveva cercato disperatamente di fermare la lucida follia dell’assassino.

 


Sono passati dieci anni da questo femminicidio, Nolfo sta scontando i suoi venti anni di carcere, ma la giustizia doveva ancora completare il suo corso. Molte volte l’opinione pubblica si è soffermata sulla gravità di posizioni pressappochiste o di indifferenza assunte molte volte dalle istituzioni – in primis, dalle forze di polizia e dalla magistratura – nei confronti della violenza sulle donne. Così si è potuto costruire un dibattito, ancora troppo presto da concludere, su tale tema e si è avuta la possibilità di formare campagne di sensibilizzazione mediatica, organizzare consultori e istituire numeri verdi per le vittime della violenza di genere. Tuttavia, la questione dell’indifferenza e della passività di uomini e donne dello Stato ha reso molte e troppe volte inadempienti gli strumenti dello Stato per difendere le donne. Formando una barriera immunologica della malattia nell’antidoto stesso ad essa.

In questi giorni, i figli – di dodici e quindici anni – ormai rimasti orfani, hanno potuto ottenere finalmente giustizia. Grazie ad un cugino della madre, che è diventato a tutti gli effetti il loro tutore, i due  piccoli hanno potuto fare un ricorso all’appello, facendo leva sulla legge del 1988 riguardo la responsabilità civile dei magistrati. Infatti, l’indifferenza e la passività del magistrato che seguì le indagini sul caso di violenza domestica e di genere del marito nei confronti della moglie, acuirono la pericolosità di Saverio Nolfo, dandogli di fatto la possibilità di uccidere la donna. Ecco la motivazione per la quale il magistrato in questione è stato condannato per responsabilità civile nell’omicidio di Marianna Manduca. Se, invece di ignorare le richieste di aiuto di Marianna e della sua famiglia, avesse fornito la giusta protezione della giovane donna e dei figli, forse non sarebbe successo ciò che è successo.

In ogni caso, tale decisione della Cassazione rappresenta un grande balzo in avanti nella discussione legale e giuridica intorno alle questioni di genere.