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Accoglienza… oltre le mezze verità e le posizioni di comodo

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di MARIANNA STURBA

Quando scelgo di appoggiare l'accoglienza agli immigrati, io non ho bisogno di giustificazioni che in qualche modo facciano contenti tutti. Lo faccio e basta perché so che per la mia etica, quella scelta è giusta! Poi mi confronto con gli altri restando sul tavolo della scelta etica. Non apprezzo che al tema dell'accoglienza si accosti il tema del vantaggio per il territorio, perché ho il coraggio delle mie scelte e perché il vantaggio in termini economici e di servizi non esiste  se non che per una fetta talmente piccola di popolazione da non migliorare in alcun modo l'economia del paese. Io per scegliere l'accoglienza non ho bisogno di un ritorno economico e, chi è contro l' accoglienza è in grado di capire che il discorso del miglioramento del territorio riguardo a servizi ed economia, non regge....quindi tempo perso!

Si abbia per una volta il coraggio di scegliere assumendosi eticamente la responsabilità della scelta, o si dica che non si è per l'accoglienza e che si è obbligati a scegliere il male minore fra "Cas" e "Sprar"... ma questa è un'altra storia...non si chiama accoglienza. Dire che l'arrivo di migranti porterà servizi al cittadino indispone! Il piano dovrebbe essere ribaltato e dire: "Siccome ho lavorato per avere servizi, siccome ho reso con la mia azione politico amministrativa, il mio paese un luogo migliore, allora accolgo!" Oppure: "Accolgo perché è giusto, anche se il mio territorio è povero!" La cittadinanza non accetta solo dichiarazioni come: "Accolgo e grazie a questo aumenteremo i servizi , perché sa che non è vero. A tutte le difficoltà che il cittadino vive, non si è mai dato risposta, a causa forse di un'azione politica che ha altre priorità, e prospettare che l arrivo di poche persone immigrate ( il numero è in proporzione al numero di residenti, 3 ogni 1000) migliorerà le nostre strutturali carenze, non corrisponde a verità. Perché i pullman si fermeranno lo stesso, l'autostrada resterà comunque cara, i servizi sanitari e sociali territoriali resteranno carenti(perché il problema Tsrmee e dell' ospedale non li finanziano i fondi destinati a pochi immigrati), l' offerta lavorativa non aumenterà, infrastrutture non saranno costruite, luoghi aggregativi non saranno né progettati né realizzati (piazze per l' aggregazione spontanea, cinema, teatro,parchi) perché arrivano 30 persone in più. Quindi basta con il Piano Salvatori! L' accoglienza è un dovere etico e sociale, l'accoglienza è un cambio di prospettiva culturale che cammina insieme al progresso culturale di questa società. Da questo punto di partenza puoi parlare dell' Immigrato come di un valore aggiunto. Puoi raccontare ai tuoi cittadini di come all'inizio ci spaventò anche l' arrivo dei gommoni dall' Albania o il grande flusso proveniente dalla Romania, poi abbiamo trovato fra quelle persone, amici ,o per alcuni l' amore, e le nostre cittadine si sono arricchite di belle persone e non di problemi. Fare esperienza positiva di accoglienza cambierà la nostra collettiva lettura del fenomeno, non il raccontare panzane. Io, personalmente, accolgo le persone che ospiteremo con una grande curiosità interculturale amando il melting pot, e non necessito di scuse per fare questo né credo occorra instradare ad un cambiamento culturale basandolo su mezze verità.