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Bari, Via Sparano e la logica della città vetrina

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di MARCO SPAGNUOLO

Progressivo fallimento dell’estetica del profitto

Natale si sta avvicinando e sui social è iniziata nuovamente la polemica intorno alla questione estetica di via Sparano. Al di là dell’arrivo delle feste natalizie, un dato c’è: vie, piazze, quartieri interi, qui a Bari, sono stati progressivamente svuotati. Anzi, di più – accanto a strade deserte durante la notte, si aggiungono sempre più vie e piazze vuote anche durante il giorno. Accanto allo smantellamento estetico e urbanistico di molti punti di incontro all’interno della città, stiamo assistendo ad una nuova progressiva riorganizzazione dei poli del commercio e della movida baresi. Insomma, luoghi prima affollati diventano pian piano deserti, cedendo il posto a quelli prima vuoti e morti. Non è, tuttavia, una redistribuzione; si tratta piuttosto di un accentramento, il primo così potente a livello sociale, che dopo anni rivede massicciamente la geografia dei luoghi di interesse per i cittadini.

In questo riassetto del quadro estetico e partecipativo della cittadinanza, o almeno di una sua importante fetta, via Sparano coglie in pieno l’esempio dello spostamento dell’asse di vivibilità di molti luoghi del commercio. Già da anni, abbiamo visto la lenta caduta e chiusura di molti negozi nelle vie del centro, seguite da una partecipazione “poco conveniente” di quelli rimasti. Il più delle volte, infatti, si entra in un negozio e si esce a mani vuote, acquistando il prodotto che ci interessa online, a costi più convenienti. Inoltre, al dato economico, che interessa per lo più i proprietari dei negozi, si affianca il dato sociale, o meglio il tasso di vivibilità di un certo luogo. Via Sparano, prima della “riqualificazione”, si presentava come un’oasi di freschezza, la via dove era possibile acquistare un gelato e goderselo all’ombra seduti alle panchine. Ora, il gelato ce lo mangiamo affiancati dal grigiore della pavimentazione e dell’assenza di verde, magari ammirando i cassonetti alle nostre spalle, prima nascosti dalle palme. Ma i “quadrati” di via Sparano erano altro, oltre che posti su cui sedersi tranquillamente: erano poli di attrazione per ragazzi e ragazze delle età più svariate. Quest’attrazione è venuta a mancare, mentre i prezzi dei bar sulla via si sono alzati vertiginosamente, producendo un immediato spostamento, dopo quello dei più anziani, dei ragazzi più piccoli, verso altre “parallele” e altri luoghi del centro.

Tutto ciò sta a dimostrazione del fatto che una città vetrina è una città vuota di cittadini. Comoda per i turisti, invivibile per i baresi. Intere zone del centro, seguendo l’esempio delle zone esterne e più visitate della città vecchia, si stanno trasformando in laboratori estetici e bolle di vetro per attirare turisti e compratori. Ma nel frattempo, dal punto di vista della socializzazione, si stanno presentando sempre più come luoghi ostili al vivere comodo, che è un carattere che attrae chiunque, a qualunque età.