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Home Ambiente Ambiente “L'àrte de r'alòje”, un libro di Michele Muschitiello

“L'àrte de r'alòje”, un libro di Michele Muschitiello

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di DANILO GIANFRATE

Nella nostra terra è custodito un tesoro che un tempo è servito a massaggiare atleti olimpici, ungere re, profumare faraoni e riempire antichi forzieri e oggi come allora impreziosisce ogni cibo, con un’aroma intriso di storia.

 

 

Quel tesoro fu chiamato dai greci élaion, dai romani oleum e fu per tutti i popoli del Mediterraneo oro liquido.

Questo tesoro Michele Muschitiello lo ha racchiuso in un libro dal titolo L’arte d ra loje.

Il Dott. Muschitiello ci racconta come la storia dell’ulivo e delle sue caratteristiche sia profondamente legata a quella dell’umanità; nelle origini di questo prezioso liquido dorato, storia e mitologia s’ intrecciano strettamente, fino a confondersi.

Fin dai tempi più remoti, come ci ricorda Michele, l’ulivo fu considerato un simbolo trascendente di spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, di resistenza alle ingiurie del tempo e delle guerre, simbolo di pace e valore, rappresentava nella mitologia, come nella religione, un elemento naturale di forza e di purificazione.

A conferma della millenaria storia dell’ulivo ricordiamo come la tradizione pone di fronte all’antica Gerusalemme il “Monte degli Ulivi”, o come la bellezza di questa pianta sia cantata spesso nell’ “Antico Testamento”. Sono circa settanta le citazioni che se ne fanno nella bibbia.

D’altra parte che questo fosse un simbolo è chiarito anche dall’episodio della colomba che torna all’arca di Noè tenendo nel becco un rametto d’olivo. Lo stesso nome di Gesù, christos, vuol dire semplicemente unto.

Nella tradizione cristiana, da secoli, viene usato olio d’oliva per la celebrazione di alcuni Sacramenti, Cresima, ordinamento sacerdotale, Estrema Unzione. Ed è un rametto di olivo benedetto che viene distribuito a tutti i fedeli la Domenica delle Palme, in ricordo della resurrezione e come simbolo pace.

Nell’antica Grecia agli Ateniesi vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio; mentre gli antichi Romani intrecciavano ramoscelli di ulivo per farne corone con le quali premiare i cittadini più valorosi.

Michele ci ha raccontato tutto questo con uno sguardo quasi nostalgico per un mondo che ormai si appresta a perdere tutti gli incantevoli legami con l’assoluto storico dell’uomo.

E lo ha fatto, miscelando sapientemente in un poemetto in vernacolo racchiuso nel libro, i suoni di dittonghi dell’armoniosa lingua greca con l’olio limpido delle nostre terre e con immagini perdute che però ancora vivono nel viso scavato di tanti contadini.

Quegli stessi contadini, della cui civiltà, Michele ha cantato nel suo poemetto in vernacolo che è la lingua propria dei contadini, una lingua che sa di “olio pungente” e che va scomparendo, attraverso il quale si raccontano le giornate dei braccianti dedicate alla coltivazione dell’ulivo, seguendo le tappe della raccolta delle olive fino al momento della consumazione del primo olio premuto, in una gioiosa festa di fine raccolto.

E accanto ai versi di Michele, le tavole pittoriche di Giuseppe Castro e le foto d’epoca.

Michele Muschitiello, studioso e scrittore impastato di cultura contadina, si porta radicato nell’anima il suo paese, con le atmosfere di un tempo, quando la vita, vissuta all’ombra degli ulivi, era legata ai cicli delle stagioni e si affidava alla speranza di un’annata buona per il raccolto.

Questo libro, uscito per la prima volta nel 1987 come testo autoprodotto e salutato da un grande successo in ambito locale, è ripubblicato oggi da Edizioni Raffaello con una nuova veste tipografica ed è arricchito dal punto di vista dei contenuti. Il volume è arricchito nella nuova edizione dal contributo di altri autori come il il Prof. Vincenzo Solfrizzi che ha curato un capitolo dedicato all’olio come elisir di lunga vita e ingrediente principe della Dieta Mediterranea, l’Avv. Laura Fano che, attraverso la storia dei popoli del Mediterraneo, racconta dell’importanza dell’olio nella cosmesi e nella medicina, e il Dott. Damiano Stellacci che riporta il lettore ai tempi dei primi insediamenti neolitici nelle nostre terre e alle antiche tecniche dell’innesto.

Questo libro, giunto alla IV edizione, restituisce al lettore l’amorevole ritratto di un pezzo della storia dei nostri nonni: un mestiere, una terra, un circuito economico e culturale.